Coccodrilli del Nilo come deterrente, il governo israeliano apre alla proposta di Ben Gvir

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Fossati pieni di coccodrilli a guardia delle strutture detentive, una misura che sembra uscita da una distopia cinematografica ma che sta prendendo forma in Israele grazie a una modifica burocratica che ha dell'incredibile. Il ministro per la Protezione ambientale, Idit Silman, ha firmato la riclassificazione dei coccodrilli del Nilo, spostandoli dalla categoria di animali selvatici a quella di "fauna selvatica allevata in cattività".

Una mossa che apparentemente potrebbe sembrare una semplice formalità amministrativa, ma che nella sostanza apre la strada a un utilizzo finora impensabile dei grandi rettili predatori: impiegarli come strumento di sicurezza nazionale e, più nello specifico, come deterrente naturale contro le evasioni dai penitenziari.

Il progetto per Ketziot e l'ispirazione americana

Il principale sostenitore del progetto è il Ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, esponente di punta dell'estrema destra israeliana, il quale ha accolto con entusiasmo la decisione della collega Silman. L'idea, lanciata dallo stesso Ben Gvir già nel dicembre del 2025, prevede di circondare con questi rettili la prigione di Ketziot, situata nel cuore del deserto del Negev, nel sud del Paese, dove sono rinchiusi numerosi militanti di Hamas catturati in seguito all'attacco del 7 ottobre 2023.

L'ispirazione dichiarata proviene da un progetto statunitense, il controverso centro di detenzione per migranti soprannominato "Alligator Alcatraz", ipotizzato nelle Everglades della Florida durante l'amministrazione Trump e poi mai realizzato a causa delle tutele costituzionali e delle proteste della società civile. Per promuovere la sua iniziativa, Ben-Gvir ha pubblicato un post sui social media, accompagnato da un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre tiene un coccodrillo al guinzaglio con la didascalia: "State pensando di tentare la fuga? Ripensateci".

La riclassificazione e l'opposizione dell'Autorità per la Natura

La riclassificazione operata da Silman, attuata nonostante il parere contrario della sua consulente legale, trasferisce la supervisione degli animali dall'Autorità per la Natura e i Parchi a un più generico "ente di sicurezza", categoria in cui rientra a pieno titolo il servizio penitenziario israeliano. Il nuovo regolamento, entrato in vigore mercoledì, stabilisce che i coccodrilli del Nilo possono essere allevati a condizione che siano detenuti da un ente di sicurezza e previo accertamento della necessità del loro possesso per fini di sicurezza da parte del ministro dell'Ambiente.

L'Autorità per la Natura e i Parchi si è apertamente opposta alla misura, sottolineando che le leggi vigenti tutelano gli animali solo per scopi educativi e di ricerca e che i rettili devono essere protetti dall'uomo, non utilizzati per proteggere strutture umane. Inoltre, fonti vicine al servizio penitenziario riferiscono che quando Ben Gvir aveva avanzato per la prima volta la proposta, era stata accolta con scherno e derisione da diversi funzionari.

Il profilo del ministro Ben-Gvir

Per comprendere appieno la portata e le implicazioni di questa iniziativa, è necessario analizzare la figura del suo principale artefice. Itamar Ben-Gvir, attuale Ministro della Sicurezza nazionale, è un leader dell'estrema destra israeliana con un passato giudiziario e politico estremamente controverso. Da giovane è stato un seguace del rabbino Meir Kahane, il cui movimento è stato bandito come organizzazione terroristica, e ha collezionato diverse condanne per istigazione al razzismo e sostegno al terrorismo.

Nel 1995, dopo la firma degli Accordi di Oslo, minacciò il primo ministro Yitzhak Rabin, che fu assassinato due settimane più tardi da un estremista ebreo. Recentemente, ha guidato un gruppo di coloni in preghiera sulla Spianata delle Moschee, infrangendo una consuetudine consolidata sul luogo sacro sia per l'ebraismo che per l'Islam, e ha sostenuto con forza l'introduzione della pena di morte obbligatoria per i palestinesi condannati per attacchi contro cittadini israeliani.

La proposta dei coccodrilli si inserisce in un quadro più ampio di politiche repressive e di disumanizzazione dei detenuti palestinesi, già denunciate da organizzazioni come Amnesty International e B'Tselem.

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