Addio a Irene di Grecia, la famiglia reale spagnola riunita a Madrid
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La camera ardente, allestita presso la Cattedrale Ortodossa dei Santi Andrea e Demetrio a Madrid, è diventata il cuore di un commosso addio collettivo. Nella tarda mattinata di sabato 17 gennaio, infatti, i membri della famiglia reale spagnola si sono progressivamente radunati per rendere omaggio a Irene di Grecia, scomparsa il 15 gennaio all'età di ottantatré anni. La principessa, figura nota per il suo carattere anticonformista e per una vita lontana dai fasti, era la sorella minore della regina madre Sofia, la quale, informata del repentino peggioramento delle sue condizioni di salute già precarie, aveva immediatamente annullato ogni impegno pubblico, compresa la cerimonia per il Premio Gorilla 2024 a Las Palmas, per assisterla.
Una presenza corale per un ultimo saluto
Alla preghiera funebre hanno preso parte, in un silenzio carico di rispetto, il re Felipe VI e la regina Letizia, accompagnate dalle figlie. La principessa delle Asturie, Leonor, è giunta appositamente da Pontevedra, dove sta concludendo il suo ciclo di formazione militare, mentre l'infanta Sofia, che studia a Lisbona, ha mostrato una somiglianza, osservata da molti, con la zia Irene negli anni della sua giovinezza. Non sono mancati gli altri componenti del nucleo familiare: la regina Sofia, visibilmente provata dal lutto, le sorelle maggiori del re, le principesse Elena e Cristina, con i rispettivi figli, e altri congiunti, tutti riuniti in un momento di intimo raccoglimento e vestiti, come da rigoroso protocollo, con abiti di colore scuro.
Il ricordo di una personalità unica e il tema dell'eredità
La scomparsa della principessa, descritta spesso come "ribelle" per le sue scelte di vita lontane dai canoni tradizionali – si parlava, infatti, della sua passione per lo yoga e la meditazione, oltre che di una certa avversione per il lusso più ostentato – segna la fine di un'epoca e una grave perdita per la corona spagnola. Accanto al dolore, tuttavia, emerge naturalmente la questione del suo lascito, materiale e ideale. Irene di Grecia possedeva, com'è noto, una prestigiosa e ricca collezione di gioielli, molti dei quali di alto valore storico e sentimentale, che ora potrebbe essere destinata alle principesse Leonor e Sofia, sue pronipoti. Un patrimonio che, se trasmesso, legherebbe ancor di più il futuro della monarchia alla sua storia familiare.
Oltre gli oggetti preziosi: un'impronta distintiva
L'eredità della principessa defunta, del resto, non si limita ai soli beni tangibili. Il suo carattere indipendente e il suo impegno personale, che l'avevano portata anche a supportare diverse attività filantropiche e un'ONG, rappresentano un modello di vita che ha certamente influenzato, seppur nel rispetto delle differenti posizioni, l'intera famiglia. La sua figura, dunque, resta legata a un'idea di royalty meno formale e più attenta a certi valori spirituali e sociali, un'impronta che, in modi diversi, potrà essere raccolta dalle nuove generazioni. La settimana si è dunque chiusa con questo doveroso e solenne tributo, che ha visto la casa reale spagnola unita nel ricordo di una donna che ha saputo tracciare un percorso personale distintivo all'interno di una stirpe reale.




