Salvatore Del Campo, lo stalker che rifiuta le regole e parla in tv: “Il braccialetto è cancerogeno, nel Regno Unito più tutele”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La fuga, quella sì, sembra essere stata pianificata nei minimi dettagli, eppure la necessità di raccontarsi, di spiegare le proprie ragioni, ha preso il sopravvento. Salvatore Del Campo, il 41enne siciliano che lo scorso settembre ha tagliato il braccialetto elettronico per evadere dagli arresti domiciliari in provincia di Siena, è riemerso dalla sua latitanza non per costituirsi, ma per concedere un’intervista in videochiamata a “Chi l’ha visto?” -1. Seduto davanti a uno schermo, con la disinvoltura di chi non si sente un ricercato ma un perseguitato, ha spiegato di trovarsi nel Regno Unito, raggiunto, a suo dire, con un passaporto italiano e l’aiuto di un “buon travestimento”. La sua non è una fuga dalla giustizia, ci tiene a precisare, quanto piuttosto una ricerca di protezione giuridica: “Qui c’è una forte tradizione, il best children interest, l’interesse superiore del bambino che in Italia è calpestato”, ha dichiarato, motivando così la sua scelta di oltrepassare la Manica. Il tutto mentre in Italia pende su di lui una condanna a due anni, senza sospensione condizionale, per stalking e lesioni aggravate ai danni della ex compagna, una donna di Osimo con cui ha una figlia -2.
La teoria del complotto e la giustificazione della violenza
Nel corso della lunga telefonata con la trasmissione Rai, Del Campo non si è limitato a descrivere la sua nuova vita all’estero. Ha invece costruito una narrazione alternativa degli eventi che lo hanno portato a processo, dipingendosi come una vittima di un sistema giudiziario che non lo avrebbe ascoltato. “Il braccialetto elettronico è cancerogeno”, ha affermato con sicurezza, liquidando come un rischio per la salute quello che per la legge era una misura cautelare per tutelare la donna che lui avrebbe perseguitato -1. E poi è tornato sull’episodio forse più grave, quello che gli è costato un’ulteriore inchiesta e che delinea il suo profilo di uomo incapace di accettare limiti: l’aggressione all’avvocatessa della sua ex, alla quale avrebbe stretto le mani al collo fuori dal parcheggio degli Archi, ad Ancona -4. Un gesto che lui ha rivendicato come “morale” e “legittimo”, spiegando di averlo fatto per dire alla legale di “risvegliarsi”, perché a suo avviso stava danneggiando il rapporto tra lui e la bambina. Una giustificazione agghiacciante, quella del 41enne, che trasforma un atto di violenza fisica in un monito, in un gesto compiuto per il bene superiore della figlia.
Un passato di minacce e una condanna arrivata in contumacia
Per comprendere la gravità della situazione, bisogna tornare ai fatti che hanno portato alla misura cautelare prima e alla condanna poi. La relazione con la compagna, una donna marchigiana, si è trasformata in un incubo a partire dalle divergenze sulla crescita della figlia minore, in particolare riguardo alle vaccinazioni obbligatorie -5. Del Campo, contrario, avrebbe iniziato a tempestare l’ex di messaggi e telefonate, arrivando a minacciare lei e i suoi familiari con frasi del tipo: “Vi uccido, faccio una strage” -10. Il 29 marzo scorso, l’escalation è divenuta fisica quando l’ha spinta contro un muro, mandandola al Pronto Soccorso con tre giorni di prognosi -9. Una violenza costante, fatta di pedinamenti e ossessione, che ha costretto la donna a vivere nella paura. Una paura che, nonostante la condanna emessa in novembre dal tribunale di Ancona, non si è affatto placata, data la latitanza dell’uomo e la sua abilità nel rendersi irreperibile pur continuando a comunicare -2. La giudice Paola Moscaroli lo ha condannato a due anni, ma lui non era in aula: ormai già in fuga, prima in Svizzera e ora, a quanto pare, nel Regno Unito -6.
I social e la messinscena dell’uomo libero
Ciò che colpisce, in questa vicenda, è la spudoratezza con cui Del Campo gestisce la sua condizione di latitante. Lontano dallo star nascosto, ha continuato a presidiare i social network, postando video e foto, dispensando consigli legali e medici come un improvvisato santone, o addirittura pubblicizzando libri di propria scrittura -1. Un comportamento che i media locali, come il Corriere Adriatico, hanno definito “folcloristico” e “delirante”, ma che rivela una profonda mancanza di consapevolezza della propria pericolosità sociale. In un video pubblicato su Tik Tok, lo si vedeva in un parco intento a dare da mangiare a uno scoiattolo, uno scenario bucolico che gli inquirenti hanno ricondotto a possibili parchi londinesi, sebbene la localizzazione indicasse Reykjavik, probabilmente un depistaggio -4. Dall’estero, forte di una condanna che non prevede la sospensione della pena, Del Campo continua a chiedere ai giudici italiani di rivedere la sentenza, lanciando appelli e interviste, mentre la sua ex compagna, assistita dall’avvocato Alessandro Calogiuri, aspetta ancora di poter vivere senza il timore di incrociare il suo sguardo.




