La “famiglia nel bosco” cambia avvocato: Pillon subentra, ma la madre non riabbraccerà i figli in comunità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha chiuso definitivamente – o quasi – la porta a un ritorno immediato di Catherine Birmingham tra le mura della casa famiglia di Vasto che, da fine novembre, ospita i suoi tre figli. Lo ha fatto respingendo il ricorso presentato dai – oramai – ex legali della coppia neorurale anglo-australiana, un’istanza che mirava a ribaltare l’ordinanza del 6 marzo scorso, quella stessa ordinanza che aveva disposto l’allontanamento della madre dalla struttura protetta. I giudici, come si apprende da fonti vicine al procedimento, hanno rigettato la richiesta su tutti i punti, spazzando via ogni speranza di un ricongiungimento immediato sotto lo stesso tetto assistenziale.

La decisione della magistratura minorile, arrivata a valle di una valutazione tecnica sulla condotta della donna all’interno del centro, conferma quindi la distanza fisica tra Catherine e i piccoli, una separazione che si protrae ormai da settimane. La donna, parte integrante di quella che le cronaca hanno ribattezzato la “famiglia nel bosco”, non potrà quindi riprendere quella convivenza quotidiana che aveva caratterizzato i primi mesi di accoglienza. Era stata la stessa corte d’Appello, in un primo momento, a dichiarare il reclamo presentato dalla difesa “improcedibile”, rigettando la palla nel campo del tribunale per i minorenni; quest’ultimo, però, non ha trovato i presupposti per annullare il provvedimento di allontanamento.

Un terzo legale in pochi mesi: arriva l’ex senatore leghista

Se sul fronte processuale le notizie sono negative per i genitori, sul fronte della rappresentanza legale si consuma un ennesimo colpo di scena – il terzo – che restituisce l’idea della complessità del caso. I difensori Marco Femminella e Danila Solinas hanno infatti rinunciato al mandato, lasciando – di fatto – Catherine e Nathan senza rappresentanza per alcune ore prima di trovare un successore. La ragione, come spiegato dalla stessa Solinas, risiede in una mancata “visione comune” con i propri assistiti. Un motivo, questo, che ricalca quasi pedissequamente quello addotto dal primo legale della coppia, Giovanni Angelucci, il quale aveva gettato la spugna a novembre, lamentando un “atteggiamento oppositivo” che rendeva vana qualsiasi strategia difensiva condivisa.

Subentra al loro posto, pronto a raccogliere un testimone pesante, Simone Pillon. Ex senatore della Repubblica in carica fino a ottobre 2022 per la Lega di Salvini, nonché organizzatore di punta del Family Day, Pillon è un avvocato specializzato in diritto di famiglia con un pedigree politico spiccatamente conservatore. La sua nomina, annunciata immediatamente dopo le dimissioni dei due legali del Foro di Chieti, rappresenta una scelta di campo precisa da parte della coppia, che cerca nel politico veneto non solo un tecnico del diritto, ma una voce forte nel dibattito pubblico.

Le dinamiche processuali e le relazioni contestate

La sostituzione dei difensori – Femminella e Solinas erano subentrati proprio ad Angelucci lo scorso novembre – avviene in una fase delicata dell’istruttoria, dove il peso delle relazioni dei servizi sociali si fa sentire come un macigno. A pesare sulla decisione dei giudici dell’Aquila non è stata solo la situazione originaria di isolamento della famiglia (quella vita senza acqua corrente né riscaldamento nel bosco di Palmoli), ma anche il comportamento successivo della madre all’interno della struttura di Vasto. Sono proprio gli “atteggiamenti ostili” e la “scarsa collaborazione” con il personale educativo, dettagli emersi dalle cronache giudiziarie, ad aver convinto il tribunale a mantenere ferma la separazione.

Per la coppia, che intanto continuava a sostenere la purezza delle proprie intenzioni educative, l’effetto è stato quello di vedersi progressivamente abbandonata dai propri rappresentanti. L’arrivo di Pillon – che ha dichiarato di dover prima studiare “tutte le carte” prima di esprimersi – rappresenta quindi l’ultima pedina mossa su una scacchiera legale dove la posta in gioco è la gestione dell’affidamento. L’ex senatore, noto per le sue battaglie contro l’ideologia gender e a favore della famiglia tradizionale, dovrà ora confrontarsi con le perizie psicologiche che hanno descritto un ambiente familiare “compromesso” per la crescita serena dei minori.

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