Caldo record e disidratazione: l’acqua non basta, i consigli del cardiologo per proteggere il cuore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Il nostro organismo, come ci ricorda il dottor Vincenzo Trani, cardiologo di Habilita, è composto per circa il sessanta per cento di acqua; una percentuale che da sola rende l’idea di quanto sia cruciale mantenere il giusto equilibrio idrico, specie quando le temperature iniziano a salire e l’afa si fa sentire. Già la perdita di appena l’uno per cento di questo patrimonio, sottolinea il medico, può portare a problematiche importanti che vanno ben oltre la semplice sensazione di sete, coinvolgendo direttamente il sistema cardiovascolare e la regolazione della pressione.
Il problema, nelle estati italiane sempre più roventi e caratterizzate da picchi di trentacinque gradi e tassi di umidità elevatissimi, non è però solo la quantità di liquidi che introduciamo; a influenzare il nostro benessere sono anche le modalità con cui il corpo gestisce il calore e la sudorazione, processi che richiedono un supporto costante e mirato.
L’allarme del cardiologo: perché il caldo mette a dura prova il cuore
Quando il termometro supera abbondantemente i trenta gradi, il nostro apparato circolatorio va incontro a uno sforzo notevole per mantenere stabile la temperatura corporea interna, un meccanismo che passa attraverso la vasodilatazione periferica e l’aumento della frequenza cardiaca.
Il dottor Trani spiega che la sudorazione eccessiva, in particolare, non rappresenta soltanto un disagio, ma anche un campanello d’allarme che può essere correlato alla dieta e alle abitudini alimentari; perdere liquidi e sali minerali in maniera copiosa significa ridurre il volume del sangue circolante, con il conseguente rischio di cali pressori, vertigini e sensazione di stanchezza cronica.
La raccomandazione che arriva dagli specialisti, in questo contesto, è quella di non attendere di avere sete per bere, perché lo stimolo della sete, come ci tengono a precisare i medici, arriva spesso quando il livello di idratazione è già sceso al di sotto della soglia di sicurezza, rendendo più difficile un recupero rapido e completo.
Oltre l’acqua: il ruolo cruciale dell’alimentazione contro l’afa
L’approccio alla corretta idratazione estiva non può limitarsi a stappare una bottiglia ogni volta che si avverte un leggero colpo di calore, perché come ribadiscono gli esperti, con trentacinque gradi l’acqua da sola non basta a garantire il benessere dell’organismo.
La nutrizionista Carola Dubini, biologa ricercatrice presso l’IRCCS Policlinico San Donato, introduce una prospettiva interessante legata all’epigenetica: i nostri geni, abituati a un clima più mite, non sono ancora del tutto pronti per le temperature torride che si registrano oggi durante la stagione estiva, perciò il corpo si trova costretto a compiere un lavoro enorme per adattarsi.
In questo quadro, la scelta degli alimenti diventa determinante per integrare non solo liquidi, ma anche quei sali minerali come potassio, magnesio e sodio che vengono dispersi attraverso il sudore e che sono essenziali per la trasmissione degli impulsi nervosi e per la corretta funzionalità muscolare, compreso il miocardio.
I cibi che idratano davvero e le strategie per affrontare le ondate di calore
Includere nella dieta estiva frutta e verdura ad alto contenuto di acqua, come anguria, melone, cetrioli e zucchine, rappresenta una scelta intelligente per integrare i liquidi in modo naturale e costante, senza gravare sull'apparato digerente con pasti pesanti o eccessivamente elaborati. A ciò si aggiunge la necessità di moderare il consumo di cibi ricchi di grassi saturi e di zuccheri semplici, che richiedono una maggiore attività metabolica per essere smaltiti e che, di conseguenza, aumentano la produzione di calore interno, aggravando la sensazione di afa e spossatezza.
L’endocrinologa interpellata sugli accorgimenti fondamentali per superare le giornate più calde, ricorda inoltre che non bisogna sottovalutare l’importanza di piccole abitudini quotidiane, come indossare abiti leggeri di colore chiaro, evitare le uscite nelle ore più calde e ventilare gli ambienti senza creare sbalzi termici eccessivi.
L’acqua, in questo scenario, resta il pilastro su cui costruire la propria strategia di difesa, ma va affiancata da una consapevolezza più ampia che abbraccia l’intero stile di vita, dalla tavola al riposo notturno, per garantire all’organismo tutti gli strumenti necessari per affrontare le temperature estreme senza compromettere il proprio equilibrio fisiologico.




