Final Fantasy 7 Rebirth in arrivo su nuove piattaforme, mentre la parte finale del Remake conferma Unreal Engine 4

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’universo di Final Fantasy 7, dopo aver segnato un’intera generazione di giocatori, continua a espandersi con un ritmo di sviluppo che, per l’industria dei titoli di maggior budget, appare quanto meno insolito. La trilogia che rilegge e amplia il classico del 1997, il cui secondo capitolo Rebirth è stato pubblicato meno di due anni fa, sembra infatti procedere verso il suo epilogo a una velocità sorprendente. A confermare l’avanzamento del progetto è stato il game director Naoki Hamaguchi, il quale ha rivelato non solo che il terzo e conclusivo episodio è già in uno stato giocabile, ma ha anche posto fine alle speculazioni sul motore grafico che ne definirà l’estetica.

La scelta tecnica per l’epilogo

Contro ogni aspettativa, considerando la migrazione di molti grandi studi verso l’ultima iterazione del software di Epic Games, la parte finale di Final Fantasy 7 Remake resterà agganciata a Unreal Engine 4. Hamaguchi, in un colloquio con GameSpot, ha motivato la decisione spiegando come il team abbia valutato con attenzione un eventuale passaggio a Unreal Engine 5, optando però per la continuità. Il motore attuale, infatti, è stato nel corso degli anni così profondamente modificato e adattato alle esigenze specifiche della serie da rappresentare, a tutti gli effetti, uno strumento customizzato e affidabile su cui gli sviluppatori hanno ormai una padronanza assoluta, una scelta che garantisce stabilità e potrebbe contribuire ad accelerare i tempi di produzione.

Rebirth prepara il debutto multipiattaforma

Parallelamente, mentre il lavoro sul capitolo conclusivo prosegue, si infittiscono le voci riguardanti la diffusione del già pubblicato Rebirth. Secondo quanto riportato da fonti come il sito TheGamer e ripreso in discussioni su forum specializzati da insider noti come NateTheHate, il gioco sarebbe prossimo a superare i confini delle console PlayStation. Le indiscrezioni, sebbene non confermate ufficialmente, indicano un periodo di uscita definito per le versioni Xbox Series X|S e per l’attesa Nintendo Switch 2, con una finestra temporale che alcuni collocano addirittura nell’estate di quest’anno, anche se previsioni più caute parlano comunque del 2026. D’altronde, la buona accoglienza riservata al precedente Final Fantasy 7 Remake Intergrade su Xbox, la cui versione per Series X ha ottenuto prestazioni tecniche paragonabili a quelle della PS5 mentre la più modesta Series S ha sorpreso mantenendo texture di alta qualità, dimostra come il passaggio a nuove piattaforme sia non solo possibile ma anche vantaggioso.

Un ecosistema in movimento

Il quadro che emerge, pertanto, è quello di un progetto colossale che si muove su binari paralleli: da un lato l’avanzamento spedito verso la chiusura della trilogia, favorito dalla scelta di non rivoluzionare gli strumenti di sviluppo principali, e dall’altro la volontà di ampliare la platea dei giocatori per il capitolo già disponibile. Questa strategia, che punta a consolidare la presenza del brand su più dispositivi mentre si lavora al finale, sembra dunque dettata da una logica di efficienza e di espansione dell’audience, in un mercato che richiede sempre maggiori investimenti e dove il ritorno economico deve essere assicurato. Resta da vedere come si concilieranno i tempi di sviluppo del terzo capitolo con le risorse eventualmente destinate a queste conversioni, un equilibrio che Square Enix sembra al momento gestire con un’apparente sicurezza.

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