Ponte sullo Stretto, approvato il progetto definitivo: ora tocca alla Corte dei Conti e agli espropri
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Redazione Interno
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L’ok del Cipess al progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina segna una svolta storica in un’annosa vicenda che si trascina da decenni, ma il traguardo è ancora lontano. Se il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini parla di cantieri aperti entro fine anno e di un’opera completata per il 2032, i nodi da sciogliere restano numerosi, con tempistiche che potrebbero rivelarsi più lunghe del previsto.
Il primo step sarà il vaglio della Corte dei Conti, chiamata a verificare la congruità finanziaria del progetto da 13,5 miliardi di euro. Solo dopo il via libera dei magistrati contabili si potrà procedere con l’adozione del decreto di pubblica utilità, atto necessario per avviare le procedure di esproprio. Un passaggio delicato, considerando che già in passato i ricorsi dei proprietari dei terreni coinvolti hanno rallentato, se non bloccato, opere di questa portata.
Intanto, il governo insiste sul valore simbolico dell’opera. «Sarà un acceleratore di sviluppo», ha dichiarato Salvini, mentre la premier Giorgia Meloni l’ha definita «una tappa fondamentale» per il Paese, capace di dimostrare al mondo «la competenza tecnica dell’Italia». Le parole, però, dovranno fare i conti con la concretezza di un iter che, al di là degli annunci, dovrà superare ostacoli tecnici, burocratici e legali.
Tra questi, la gestione degli appalti e il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, a partire dalle imprese che si contenderanno i lavori. Senza dimenticare le perplessità di chi dubita della sostenibilità ambientale e della reale utilità di un’infrastruttura che, secondo alcuni esperti, potrebbe rivelarsi un colosso dai piedi d’argilla.




