Poste e Tim tengono la rotta in una partenza cauta per le borse europee

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Seduta finanziaria all’insegna di un cauto rialzo per i principali listini del Vecchio Continente, con Piazza Affari che, a differenza di Francoforte, Londra e Parigi, fatica a decarbonizzare lo scambio poco sopra i valori della vigilia.

In questo contesto di attesa, dove l’andamento dell’oro e del cambio euro/dollaro continua a influenzare le scelte degli investitori, sono le trimestrali a dettare il ritmo sulla piazza milanese.

A dominare la scena è, senza dubbio, la performance di Poste Italiane, affiancata da un’altra protagonista del risiko telefonico, Tim, dopo che il mercato ha avuto modo di digerire i numeri e le prospettive del colosso guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante. soldionline +2

Poste Italiane, la solidità dei numeri e la sfida dell’integrazione

Il gruppo ha presentato quello che viene definito dagli analisti come il migliore primo trimestre della sua storia, un risultato che non è passato inosservato nonostante l’avvio timido delle contrattazioni generali.

Con ricavi che hanno raggiunto i 3,455 miliardi di euro – segnando un +8,0% su base annua – e un utile netto salito a 617 milioni (+3,3%), la società ha dimostrato una resilienza operativa notevole.

L’EBIT adjusted, attestatosi a 905 milioni con un incremento del 13,6%, ha superato le previsioni del consenso, giustificando la reazione positiva del titolo che a Piazza Affari ha messo a segno un progresso del 2,73% portandosi a 23,36 euro.

Questi numeri, che arrivano in un momento cruciale per le casse aziendali, acquisiscono una rilevanza ancora maggiore se letti in parallelo con l’avanzamento dell’OPAS lanciata su Tim. soldionline +2

La promozione degli analisti e la nuova guidance

A contribuire al clima positivo ci hanno pensato i giudizi dei principali esperti di mercato. Banca Akros, in particolare, ha definito “solida” la partenza dell’anno per il gruppo, sottolineando come i conti del primo trimestre abbiano mostrato ricavi e redditività superiori alle stime rispettivamente del 2% e del 5%.

Tale fiducia si è tradotta in una conferma del rating di “accumulare”, un segnale che il mercato ha recepito immediatamente. La direzione aziendale, forte di questi risultati, ha inoltre alzato le aspettative per l’intero esercizio: la guidance 2026 sull’EBIT adjusted è stata rivista al rialzo, passando da oltre 3,3 miliardi a 3,4 miliardi.

Una mossa, quest’ultima, che sottolinea la volontà di dimostrare come le prospettive di crescita legate all’acquisizione della rete telefonica non siano un azzardo, ma una naturale evoluzione basata su fondamentali solidi. borsaitaliana +2

L’effetto Tim sull’andamento dei titoli

Se Poste ha brillato per i conti trimestrali, la sua controllanda (o futura preda) Tim non è stata da meno, beneficiando indirettamente della fiducia generata dal suo azionista.

La sinergia industriale prospettata da Del Fante, che vede nella fusione la creazione del primo operatore mobile domestico, sembra trovare credito tra gli investitori che scommettono su un consolidamento del settore delle telecomunicazioni.

La crescita dei ricavi di Poste è stata trainata da tutti i segmenti di business: dalla corrispondenza ai pacchi (+15,2% per questi ultimi), passando per i servizi finanziari che hanno registrato un balzo del 10,5%.

Una performance a tutto tondo che giustifica l’ottimismo e che, per ora, mantiene entrambi i ticker in territorio positivo, anche se il percorso dell’integrazione promette ancora diverse interlocuzioni formali con gli enti regolatori. borsaitaliana +2

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