Meloni a Palermo: "La sicurezza si costruisce sui territori, nessun passo indietro contro la mafia"
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fatto tappa a Palermo in una giornata densa di significato, che ha visto la sua partecipazione al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e un doveroso omaggio alla memoria di Giovanni Falcone.
"Ho scelto di esserci perché la sicurezza si costruisce sui territori e con chi su quei territori garantisce la sicurezza" e "per ribadire che questa città e i suoi cittadini sono al centro dell'azione del governo e delle istituzioni", ha dichiarato la premier durante l'incontro in Prefettura, al quale hanno preso parte il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
La sua visita, avvenuta a poche ore da un blitz dei carabinieri che ha portato al fermo di 22 persone, ha assunto i contorni di una chiara presa di posizione: "Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce".
Omaggio alla stele di Capaci e memoria delle vittime
Prima di recarsi in Prefettura, la premier ha voluto compiere un gesto simbolico di forte impatto emotivo, deponendo un mazzo di fiori alla stele dedicata a Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Il luogo è quello che segna la strage del 23 maggio 1992, lungo l'autostrada A29 in prossimità di Capaci, dove l'esplosione di un tritolo fece saltare in aria l'auto del magistrato.
Un gesto che ha anticipato la seconda tappa della giornata, vale a dire la partecipazione alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma sulla quale viaggiavano il giudice e la moglie quel giorno, custodita fino a quel momento presso la Scuola di formazione della Polizia penitenziaria di Roma e ora affidata temporaneamente alla Fondazione Falcone. "Questa città ha contribuito alla coscienza civile della nostra nazione. Un luogo dove lo Stato ha dimostrato di non essere disposto ad indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. è un messaggio che raccogliamo e rilanciamo anche oggi", ha sottolineato Meloni.
Le parole della premier e l'operazione straordinaria di controllo
Nel corso della riunione del Comitato, la presidente del Consiglio ha tracciato una linea netta contro le recenti ondate di violenza che hanno colpito la periferia nord-ovest di Palermo.
"Sappiamo bene che cosa è accaduto di recente in alcune zone di questa città, in particolare nella periferia nord ovest, in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni ai commercianti e agli imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare".
Meloni ha rivendicato i risultati dell'azione dello Stato, ricordando che "la ricchezza strappata alle mafie torna alla collettività per alleviare i problemi delle famiglie" e che "lo Stato continua a colpire la criminalità organizzata".
Ha inoltre annunciato l'intenzione di attuare un'operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri più a rischio come lo Zen, con il possibile coinvolgimento dei militari e dell'Esercito in operazioni congiunte, ipotizzando anche un intervento sulle norme che disciplinano il programma "Strade Sicure".
La risposta dello Stato e il lavoro delle istituzioni
La premier ha voluto ringraziare pubblicamente la magistratura e le Forze dell'ordine per l'operazione che ha portato allo smantellamento della cosiddetta "banda dei kalashnikov", sottolineando come "lo Stato non ha abbassato la guardia" e continui a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici e nella sua capacità di intimidazione. "Le mafie cambiano, investono nell'economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. è fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e continuare a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni impegnate su questo fronte", ha spiegato Meloni, evidenziando la necessità di un approccio dinamico e in continua evoluzione per contrastare un fenomeno che si trasforma.
La presidente ha infine citato i dati relativi al lavoro svolto nel capoluogo siciliano, come la crescita del 60% dei beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività negli ultimi quattro anni, e le 118 operazioni ad alto impatto realizzate dal 2023 a oggi, a testimonianza di un impegno costante e articolato.




