Bolelli e Vavassori, la conferma a Torino e la prima sfida per il doppio azzurro
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Redazione Sport
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Accolti da un’ovazione calorosa durante l’incontro con il pubblico al Fan Village, Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno espresso, in conferenza stampa, una soddisfazione che travalica il semplice traguardo sportivo. “Siamo molto contenti, era un obiettivo che ci eravamo messi in testa quest’anno, l’abbiamo raggiunto e siamo felici di essere qui e giocare in casa”, hanno dichiarato all’unisono i due tennisti, confermando come la qualificazione alle Atp Finals di Torino, ottenuta per il secondo anno consecutivo, rappresenti il coronamento di un percorso intenzionale e meticoloso. La loro presenza, che affianca quella dei singolaristi nel panorama azzurro della manifestazione, delinea un quadro competitivo italiano più articolato e solido, basato su un lavoro di squadra che, nel doppio, trova la sua massima espressione tattica e umana.
Una preparazione affinata dall'esperienza
Rispetto all’esordio dell’anno scorso, l’approccio della coppia appare mutato, arricchito com’è dalla consapevolezza acquisita in un palcoscenico di tale levatura. Andrea Vavassori, nel sottolineare la differenza, ha evidenziato come la loro condizione attuale sia di maggiore preparazione, frutto di un’esperienza già vissuta che permette di affrontare le dinamiche del torreno con un diverso grado di familiarità. “Quest’anno siamo più pronti”, ha affermato il tennista piemontese, lasciando intendere come la loro esibizione possa beneficiare di una conoscenza più approfondita dell’ambiente e delle sue pressioni, elementi che, in un contesto dove i dettagli fanno la differenza, possono rivelarsi determinanti.
L'esordio immediato contro i britannici Cash e Glasspool
Ad attenderli, sin dal loro primo impegno, c’è una prova di assoluto rilievo contro la coppia britannica formata da Julian Cash e Lloyd Glasspool, testa di serie numero uno del torneo e recenti vincitori del prestigioso titolo di Wimbledon. L’inserimento nel girone intitolato a Peter Fleming, storico compagno di doppio di John McEnroe, aggiunge un ulteriore strato simbolico alla competizione, proiettando i due azzurri in un quadro di pura tradizione tennistica. Saranno loro, infatti, i primi italiani a scendere in campo nell’edizione di quest’anno, affrontando un avversario che, sulla carta, è considerato di rango superiore ma contro il quale nutrono la legittima ambizione di una rivincita, dopo le passate contese.
L'ambizione di un percorso oltre la fase a gironi
L’obiettivo dichiarato, oltre alla felicità per la qualificazione, è quello di migliorare il rendimento della precedente edizione, superando almeno la fase iniziale del torneo. La loro condizione di atleti, che hanno fatto della continuità di rendimento il proprio punto di forza, li porta a considerare la loro presenza non come un episodio isolato bensì come il logico sviluppo di un progetto agonistico di lunga lena. Il fatto di giocare in Italia, poi, con il supporto del pubblico amico, costituisce un elemento di carica emotiva non indifferente, che potrebbe fornire loro quell’energia supplementare spesso decisiva negli scontri all’ultimo punto.




