Bonifici bloccati per quattro giorni, ecco cosa succede dal 2 al 6 aprile e come fare a muovere i soldi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C’è uno stop tecnico in arrivo, e durerà fino a domenica di Pasqua. Dal pomeriggio di giovedì 2 aprile, esattamente dopo le 18:00, i bonifici bancari ordinari finiranno in una sorta di limbo: verranno accodati e resteranno in attesa di essere processati. Nessun allarme, sia chiaro, ma chi ha bisogno di trasferire denaro – o aspetta un accredito – dovrà armarsi di pazienza e aspettare la riapertura dei lavori. La ripartenza è fissata per la mattina di martedì 7 aprile, quando il sistema riprenderà a smaltire la coda accumulata nei giorni di festa.

Perché il sistema si ferma: Target2 e il "congedo" pasquale

La ragione di questo stop, che si ripete puntualmente due volte l’anno (l’altra occasione è durante le festività natalizie), è tutta tecnica e riguarda il cuore pulsante dei pagamenti europei: il sistema **Target2**. È la piattaforma che le banche utilizzano per regolare i bonifici ordinari in euro, una sorta di autostrada digitale dove viaggiano gli ordini di pagamento. Durante le festività, come ha più volte ricordato Banca d’Italia, l’infrastruttura chiude i battenti; in questo caso specifico, la pausa non è nemmeno legata a una "manutenzione" straordinaria, ma a una decisione presa dal Consiglio Direttivo della Bce nel lontano dicembre del 2000, che stabilì la chiusura ufficiale per il Venerdì Santo e il Lunedì di Pasqua.

Concretamente, questo significa che qualsiasi operazione disposta in quei giorni – uno stipendio, una rata, un pagamento a un fornitore – non andrà persa né verrà respinta al mittente. Semplicemente, resterà in attesa in una coda virtuale. Quando Target2 riaprirà martedì 7 aprile, gli istituti di credito inizieranno a smaltire il carico arretrato e i soldi compariranno sul conto del destinatario. Nessuno, quindi, rimarrà a secco per sempre, ma i tempi di accredito si allungheranno inevitabilmente.

La valvola di sfogo dei bonifici istantanei e le precisazioni di Bankitalia

Se la situazione sembra ferma, in realtà esiste una scorciatoia che non subisce alcuna interruzione, ed è quella dei **bonifici istantanei**. A differenza di quelli ordinari, i trasferimenti immediati viaggiano su un binario diverso, chiamato **Tips** (Target Instant Payment Settlement), una piattaforma progettata per funzionare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, festività incluse. Per chi ha una scadenza inderogabile o deve chiudere un affare durante il weekend pasquale, questa è l’unica strada percorribile. Va ricordato, a questo proposito, che proprio a partire dall’autunno del 2025 l’Unione Europea ha reso questi servizi molto più accessibili: le banche non possono più applicare sovrapprezzi rispetto ai bonifici ordinari, e l’importo massimo trasferibile in un colpo solo arriva fino a 100mila euro.

Sul fronte della sicurezza, che è un tema caldo quando si parla di movimenti immediati, è bene sapere che è attivo il sistema obbligatorio di verifica del beneficiario (Verification of Payee). Prima di autorizzare il pagamento, la propria banca incrocia il nome inserito con l’Iban del destinatario: se i dati non combaciano, scatta un alert che avvisa il cliente, mitigando – anche se non azzerando – il rischio di errori o truffe.

Come orientarsi durante lo stop tecnico di aprile

La confusione che talvolta circonda questi eventi nasce spesso da un fraintendimento di fondo: non si tratta di un "sequestro" dei propri risparmi, ma di una sospensione dei collegamenti tra le banche centrali. Le operazioni ordinarie, quelle che di solito impiegano un giorno lavorativo per essere eseguite, subiranno un ritardo fisiologico di 72 ore. Chi invece utilizza l’istantaneo, o semplicemente sposta soldi tra conti della stessa banca (giroconti interni), non noterà alcuna differenza nella fruizione del servizio.

È quindi consigliabile, per chi avesse rate in scadenza proprio in quei giorni, verificare se il proprio creditore accetta pagamenti tramite bonifico istantaneo oppure programmare l’operazione in anticipo, approfittando delle giornate precedenti al giovedì 2 aprile. La buona notizia, per chiudere il cerchio della questione tecnica, è che la "coda" formatasi durante la chiusura verrà smaltita in automatico senza bisogno di rifare alcuna disposizione: il denaro è al sicuro e il sistema è collaudato da anni per gestire questi picchi di arretrati post-festività.

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