Gp d’Ungheria, Norris perfetto e implacabile: Verstappen secondo, Antonelli terzo. Ferrari da dimenticare
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Redazione Sport
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Il campione del mondo in carica ha rotto il digiuno. Lando Norris, a dodici mesi di distanza dal trionfo sulla stessa pista dell’Hungaroring, è tornato a vincere un Gran Premio di Formula 1, il dodicesimo della carriera e il primo del 2026, in una stagione che, fino a questo momento, era stata dominata da Mercedes e, a tratti, dalla Ferrari.
Il pilota della McLaren, scattato dalla pole position conquistata per soli dodici millesimi ai danni di Lewis Hamilton, ha offerto una prestazione a tutto tondo, trasformando un potenziale momento di difficoltà – la perdita della testa della corsa al via, con il compagno di squadra Oscar Piastri che gli è scattato davanti – in una dimostrazione di forza, lucidità e gestione della gara.
Con questa vittoria, arrivata dopo un’assenza che risaliva al Brasile dello scorso anno, Norris ha mandato un segnale importante al resto del circus, dimostrando che la McLaren è pronta a giocarsi le proprie carte nella seconda metà di un mondiale che si preannuncia avvincente.
La strategia vincente e il ritiro che cambia la gara
L’analisi del Gran Premio d’Ungheria, undicesimo appuntamento del mondiale, non può prescindere dalla perfezione tattica mostrata da Norris e dal suo team. Dopo un avvio in cui è stato sopravanzato da Piastri, il britannico ha pazientato, mantenendo un ritmo serrato che gli ha permesso di rimanere incollato al compagno. La prima parte di gara è stata un testa a testa tra le due vetture papaya, con Norris che ha più volte tentato l’attacco senza successo, fino a quando la strategia dei pit stop non ha ribaltato le gerarchie.
Mentre Piastri è stato rallentato da un contatto con un doppiato, Norris ha sfruttato l’undercut per balzare al comando, salvo poi vedere il vantaggio vanificato dalla sosta di Piastri stesso. Il vero punto di svolta, tuttavia, è arrivato al cinquantasettesimo giro, quando il secondo pilota della McLaren è stato costretto al ritiro per un problema tecnico al cambio, con la conseguente entrata della Virtual Safety Car.
La bandiera a scacchi ha poi premiato Norris, che ha gestito con autorità il finale, chiudendo davanti a un ritrovato Max Verstappen e a un sorprendente Kimi Antonelli.
La beffa Ferrari tra penalità e passo gara
Il fine settimana ungherese si è trasformato in un incubo per la Scuderia di Maranello, che, dopo i buoni riscontri di Gran Bretagna e Belgio, si presentava con ambizioni di vittoria. Le premesse, con le specifiche del tracciato che sembravano sposarsi alle caratteristiche della SF-26, erano state incoraggianti, ma la realtà della domenica è stata molto diversa. Charles Leclerc, partito dalla seconda posizione, ha subito perso terreno già nelle fasi iniziali, venendo superato da Verstappen e rimanendo invischiato nelle retrovie del gruppo di testa.
Il monegasco ha chiuso al quarto posto, mentre Lewis Hamilton, dopo una gara di rimonta, ha visto sfumare il podio a causa di una penalità di cinque secondi comminatagli per eccesso di velocità in pit lane. Lo stesso Hamilton, che aveva lottato per tutta la gara con Verstappen, è stato autore di un sorpasso spettacolare dell’olandese ai suoi danni, prima di cedere il passo.
La doppia sosta finale, con l’ingresso in regime di Virtual Safety Car, ha ulteriormente complicato i piani della rossa, che si è vista scavalcare da Antonelli e ha dovuto accontentarsi di un quinto posto che sa di beffa, scivolando alle spalle del proprio compagno di squadra.
Antonelli, il podio che pesa in classifica
In un week-end che aveva regalato qualche difficoltà in più del solito, Andrea Kimi Antonelli ha messo in mostra una maturità fuori dal comune. Partito dalla quarta fila a causa di una penalità rimediata in qualifica, il giovane pilota della Mercedes ha optato per una strategia intelligente, prolungando il primo stint e arrivando persino a condurre la gara durante la rotazione dei pit stop.
La sua gara è stata un capolavoro di gestione: mentre la Ferrari si è intestardita con una strategia a tre soste che non ha pagato sul difficile circuito ungherese, Antonelli è rimasto su due pit stop, difendendosi con gli artigli e mantenendo un ritmo costante che gli ha permesso di restare agganciato al podio. Il terzo posto finale, maturato anche grazie alla penalità di Hamilton, ha un peso specifico enorme in ottica mondiale.
Con questo risultato, il pilota italiano ha allungato in classifica, portandosi a 219 punti e consolidando il suo vantaggio su Lewis Hamilton (169 punti) e George Russell (160 punti), quest’ultimo autore di un week-end complicato e chiuso in settima posizione. Il podio di Budapest è il modo migliore per affrontare la pausa estiva, ma le parole di Antonelli – che ha sottolineato come gli avversari si stiano avvicinando e la seconda parte di stagione sarà molto dura – suonano come un monito per la Mercedes.
L'ordine d'arrivo e la classifica iridata
La top ten del Gran Premio d’Ungheria si è completata con Isack Hadjar sesto, George Russell settimo, Liam Lawson ottavo, Nico Hulkenberg nono e Arvid Lindblad decimo. Per quanto riguarda il mondiale piloti, la classifica vede ora Kimi Antonelli saldamente al comando con 219 punti, seguito da Lewis Hamilton (169), George Russell (160), Charles Leclerc (138) e Lando Norris (128), che con la vittoria di Budapest si rilancia in una posizione di classifica che inizia a diventare interessante.
Un weekend, insomma, che ha ridisegnato parzialmente gli equilibri del campionato e che ha regalato a Norris la sua prima gioia stagionale, a Verstappen un podio inatteso e alla Ferrari tanti, amarissimi, rimpianti.
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