Pensioni 2025: rivalutazioni e aumenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel 2025, le pensioni in Italia subiranno una serie di aumenti collegati alla rivalutazione, con incrementi variabili tra i 104 euro annui per un assegno di 1.000 euro lordi mensili e i 461,59 euro per un assegno di 5.000 euro lordi mensili. Questo risultato deriva dall'applicazione degli incrementi dello 0,8%, pari all'inflazione calcolata dall'Istat, e dal sistema di calcolo previsto dalla legge di Bilancio, che cancella il taglio drastico dell'adeguamento valido per quest'anno.

Lo Stato, in un gesto che ricorda Babbo Natale, ha deciso di fare un grande regalo ai cittadini, soprattutto con l'imminente arrivo del mese di dicembre, che segna un traguardo importante dal punto di vista fiscale. Recentemente, si è parlato anche della pace contributiva per i pensionati che desiderano aumentare il loro assegno mensile, richiedendo il riconoscimento di crediti precedentemente scartati perché non idonei all'assegno pensionistico, come nel caso dei lavoratori con partita IVA.

Tuttavia, chi andrà in pensione nel 2025 avrà assegni mensili più bassi rispetto a chi si ritirerà nel 2024. Il motivo è semplice: è prevista una rivalutazione delle pensioni dell'1,6%, secondo i dati forniti dall'Istat sull'andamento dell'inflazione. Questo valore è molto più basso rispetto a quello applicato per il 2024, quando era pari al 5,4%, a causa dell'alto livello di inflazione registrato sia nel 2022 sia nel 2023.

Nonostante le incertezze legate ai mutevoli requisiti di pensionamento, tra aspettative di vita e novità legislative, per il 2025 è praticamente certo che determinati soggetti potranno finalmente andare in pensione.

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