Allarme Chikungunya rientrato a Piacenza, ma in Emilia-Romagna scatta la profilassi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, sabato 26 luglio, la comunicazione ufficiale da parte dell’Azienda Usl: gli esami di laboratorio hanno escluso la presenza del virus Chikungunya in un residente di via Guastafredda, sul quale era stato sospettato un possibile contagio. Di conseguenza, è stata revocata la disinfestazione straordinaria avviata nella notte per eliminare la zanzara tigre, vettore del virus, che era stata disposta in via precauzionale secondo i protocolli d’emergenza.
Mentre a Piacenza si archivia il falso allarme, la situazione si è rivelata più complessa nel Bolognese, dove è stato confermato il primo caso autoctono. Si tratta di un residente di San Marino di Bentivoglio, rientrato da un viaggio in una zona a rischio, identificato come il "caso zero" che ha innescato le procedure di contenimento. L’Ausl di Bologna ha immediatamente attivato il Piano regionale di sorveglianza, avviando interventi di disinfestazione mirata nelle aree interessate, compatibilmente con le condizioni meteo.
La preoccupazione per la diffusione del Chikungunya non riguarda solo l’Italia. L’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un possibile rischio globale, con oltre 5,6 miliardi di persone che vivono in aree potenzialmente esposte. In Francia, dall’inizio di maggio a fine luglio, sono stati registrati 800 casi, molti dei quali a trasmissione locale, concentrati soprattutto nel sud del Paese. L’epidemia ha il suo epicentro nell’isola di La Réunion, nell’Oceano Indiano, dove il virus ha ripreso a circolare in modo virulento dalla metà del 2024.




