Italia supera Francia in credibilità finanziaria
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Redazione Economia
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In un’analisi che ha dell’incredibile per il pubblico d’Oltralpe, il prestigioso quotidiano «Le Monde» ha riconosciuto, seppur a denti stretti, un sorprendente ribaltamento dei ruoli nella geopolitica finanziaria europea. Secondo il giornale, infatti, agli occhi degli investitori internazionali l’Italia del governo Meloni ha ormai una credibilità in materia di finanze pubblie pari, se non superiore, a quella della Francia. Un giudizio che, come sottolineato con amarezza dalla testata parigina, risulta «doloroso» da accettare ma che appare inoppugnabile alla luce dei numeri.
La sostanza del confronto, che il giornale francese ha sviluppato analizzando l’andamento del rifinanziamento del debito dei due paesi, si regge su trend divergenti inaugurati negli ultimi tre anni. Mentre Roma ha infatti intrapreso un virtuoso, e per molti verso inatteso, percorso di riduzione del proprio deficit, Parigi ha al contrario assistito a una sua crescita, lasciando così che il divario, un tempo abissale, si assottigliasse fino a quasi annullarsi. Una dinamica confermata dallo spread Btp-Bund, il cui valore, come ha fatto notare l’onorevole Matera di Fratelli d’Italia, tocca livelli di compressione verso il bund tedesco che non si registravano dal 2005, e ancor più da quello con l’omologo titolo francese, divenuto ormai quasi trascurabile.
A sorreggere questa rinnovata fiducia, nonostante l’onere di un debito pubblico ancora elevato, è stata principalmente l’alta stabilità politica garantita dall’esecutivo, la quale ha fornito alle agenzie di rating il quadro certo necessario per un miglioramento del giudizio. È il caso di S&P Global Ratings, che lo scorso aprile ha elevato il outlook dell’Italia da BBB a BBB+, un segnale forte di come la percezione del rischio paese stia mutando. Questo nuovo status, peraltro, trova un suo riscontro tangibile anche sul palcoscenico internazionale, dove il peso politico dell’Italia sembra essersi rinsaldato, come emerso dal recente vertice di Washington dove la proposta italiana di un articolo 5 “applicato” all’Ucraina è riuscita a inserirsi con forza nel dibattito tra le potenze atlantiche.




