Proroga del secondo acconto e le altre novità del decreto fiscale 2025
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Redazione Economia
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Numerose sono le novità annunciate in sede di conversione del cosiddetto Decreto Fiscale, mentre i giorni scorrono inesorabili, ancora si attende una conferma ufficiale e definitiva dei termini e delle modalità dell’annunciata proroga del secondo acconto delle imposte sui redditi per le partite IVA. Gli acconti, infatti, potranno essere rateizzati, ma i contributi restano esclusi da questa possibilità. Ridisegnata con una riformulazione governativa dell’emendamento del senatore Massimiliano Romeo (Lega), la possibilità di suddividere gli acconti delle imposte in cinque rate è stata confermata, mantenendo l’applicazione alle partite IVA con ricavi fino a 170 mila euro, senza però estendere l’ambito anche ai contributi, nonostante l’approvazione del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.
Il rinvio dell’acconto di novembre sembra ormai verso la conferma: la scadenza del 2 dicembre slitta al 16 gennaio 2025 per le partite IVA con ricavi fino a 170 mila euro. L’emendamento, riformulato dal Governo e depositato al Senato, prevede il rinvio al 16 gennaio 2025 per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi 2024, con l’opzione di rateizzazione in cinque quote mensili, fino a maggio prossimo. La riformulazione dell’emendamento Romeo al DL 155/2024, collegato alla legge di bilancio 2025, è stata depositata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e prevede, per i titolari di partita IVA, la rateizzazione, da gennaio a maggio 2025, della seconda o unica rata degli acconti d’imposta.
Stando alle notizie filtrate, nel testo della modifica il rinvio sarebbe limitato ai soggetti con ricavi fino a 170 mila euro.




