Mundys e Partners Group fermano la vendita di Telepass, il dietrofront dopo le offerte
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il quadro strategico attorno a Telepass cambia improvvisamente direzione, con i soci di maggioranza che hanno deciso di interrompere il processo di cessione avviato nelle scorse settimane. A fronte delle offerte non vincolanti per il 100% della società, arrivate ufficialmente nella serata di martedì 31 marzo sugli scranni di Ubs e Mediobanca – i due advisor incaricati da Partners Group per la cessione della propria quota – la risposta è stata a dir poco inattesa. Mundys, che controlla il 51% del capitale, ha infatti comunicato al socio svizzero di private equity (detentore del 49%) la volontà di mantenere la partecipazione all’interno del proprio portafoglio; una posizione, questa, condivisa senza riserve da Partners Group, il quale ha dunque fatto marcia indietro rispetto all’idea di uscire dall’investimento.
Le valutazioni che hanno fatto saltare l’operazione
La decisione, maturata al termine di una ricognizione approfondita delle manifestazioni d’interesse pervenute, si fonda su due elementi principali. Da un lato, c’è stata la valutazione delle proposte non vincolanti che erano arrivate sul tavolo: sebbene la risposta del mercato fosse stata definita “partecipata” – a testimonianza dell’appeal dell’asset – nessuna di queste è parsa in grado di soddisfare appieno le aspettative dei due azionisti. Dall’altro lato, e forse ancor più rilevante ai fini della svolta, hanno pesato gli ultimi risultati conseguiti dal gruppo del telepedaggio, ritenuti dai vertici di Mundys e dagli stessi manager del fondo svizzero particolarmente positivi. È proprio alla luce di questi numeri, e della traiettoria di crescita che essi delineano, che la holding infrastrutturale e il socio di minoranza hanno optato per lo stop alla cessione, preferendo preservare il valore all’interno del perimetro attuale piuttosto che cederlo in una fase giudicata non ottimale.
L’ingresso di Partners Group e l’assetto attuale
Per comprendere le dinamiche di questa inversione di rotta occorre ricordare le origini dell’investimento. Partners Group era entrato nell’azionariato di Telepass nel 2021, rilevando la quota direttamente da quella che allora era Atlantia. L’operazione, che aveva valorizzato l’intera società circa 2,1 miliardi di euro, vide lo sbarco del fondo con un esborso di 1,056 miliardi per il 49%, affiancandosi così al socio di maggioranza. Da allora, la compagine proprietaria non ha subito variazioni sostanziali, con Luca Luciani alla guida di una realtà che si è progressivamente evoluta: da semplice gestore del telepedaggio – quello strumento nato per saltare le code ai caselli autostradali in Italia e in alcuni Paesi europei – a piattaforma tecnologica per i pagamenti e la mobilità.
Il ruolo degli advisor e i tempi della trattativa
Le offerte non vincolanti erano state sollecitate attraverso un lavoro di ricognizione condotto da Ubs e Mediobanca, incaricati da Partners Group per accompagnare la potenziale uscita dal capitale. La scadenza di martedì sera rappresentava un passaggio centrale nel percorso avviato per la cessione della partecipazione; il fatto che il mercato abbia risposto con un interesse definito “partecipato” conferma, agli occhi degli osservatori, l’attrattività di Telepass nel panorama dei servizi digitali legati all’infrastruttura autostradale. Tuttavia, al momento di tradurre quelle manifestazioni d’interesse in una decisione definitiva, i due soci hanno concordemente ritenuto di non procedere oltre. Né Mundys né Partners Group hanno per ora fornito dettagli ulteriori sull’entità delle proposte ricevute o sui profili dei potenziali acquirenti che si erano fatti avanti, limitandosi a comunicare l’esito della valutazione attraverso i propri advisor.




