Ariana Grande e Cynthia Erivo, niente interviste a New York per la premiere di Wicked

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alla première newyorchese di Wicked: For Good, Ariana Grande e Cynthia Erivo hanno rinunciato a confrontarsi con i giornalisti, scegliendo di non rilasciare alcuna intervista. La decisione, che ha escluso i microfoni ma non la loro partecipazione all'evento, arriva dopo che Cynthia Erivo ha perso la voce, un inconveniente che non ha però intaccato la solidarietà professionale che lega le due artiste. Le due protagoniste, il cui sodalizio si è consolidato dopo una lunga e turbolenta tournée internazionale di promozione, hanno comunque calcato insieme il red carpet, dimostrando una complicità che va al di là delle circostanze.

L'episodio di Singapore e la condanna

Proprio durante quella promozione internazionale, un episodio spiacevole aveva già richiamato l'attenzione dei media, quando un video divenuto virale aveva immortalato Ariana Grande assalita da un fan eccessivamente esuberante durante la tappa asiatica del film. A intervenire prontamente per allontanare l’uomo e “salvare” la collega, in quella circostanza, era stata la stessa Cynthia Erivo, un gesto che aveva ulteriormente cementato l'immagine pubblica di un rapporto solido tra le due star.

La sentenza del tribunale

Quell’aggressione, che aveva gettato un'ombra sull'evento, ha ora un seguito giudiziario. Un tribunale di Singapore ha infatti condannato l’autore del gesto, un cittadino australiano, a nove giorni di carcere. L’uomo, come emerso durante il procedimento, è stato riconosciuto colpevole del reato di disturbo della quiete pubblica per l’incidente accaduto la scorsa settimana, un episodio in cui, superate le transenne, si era avventato sulla cantante afferrandole le spalle mentre lei appariva visibilmente sotto shock.

Un precedente di condotta

Dalle indagini è inoltre emerso come l’aggressore non fosse nuovo a questo tipo di bravate, avendo alle spalle altri comportamenti simili che hanno contribuito a delineare un profilo di individuo propenso a simili eccessi. I filmati diffusi sui social media, che mostrano nel dettaglio la dinamica dell’assalto, hanno offerto una prova incontrovertibile della sua condotta, lasciando poco spazio a interpretazioni e facilitando il lavoro della giustizia locale, la quale ha impartito una sanzione che va oltre la semplice multa.

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