L’Inter ha il match-point per lo scudetto, la Lazio consegna il titolo a Chivu: tutte le combinazioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pergamena della matematica non è ancora stata firmata, ma la sostanza della logica, quella inappellabile, ha già emesso il suo verdetto. Con 78 punti in classifica, frutto di un cammino fin qui inesorabile, l’Inter di Cristian Chivu si trova a guardare dall’alto le dirette inseguitrici: Napoli e Milan, impantanate a quota 66, inseguono a una distanza siderale se si considera lo stato di forma delle contendenti e il ridotto numero di giornate ancora in palio. La vittoria esterna dei nerazzurri sul Cagliari, unita alla contemporanea battuta d’arresto subita dal Napoli tra le mura amiche del Maradona per mano della Lazio (finita 2-0 per i biancocelesti), ha limato l’ultimo superfluo margine di rimonta, lasciando sul campo solo l’aritmetica da certificare. E così, a suggellare un’egemonia costruita soprattutto grazie a una potenza di fuoco offensiva senza eguali in questo torneo, basterà attendere gli sviluppi del prossimo fine settimana.

L’attacco come miglior difesa: i numeri di una superiorità schiacciante

Se si cerca il segreto di questo dominante percorso nerazzurro, non serve andare a cercare chissà quali alchimie tattiche, anche perché la squadra di Chivu ha semplicemente schiacciato le rivali sotto il peso specifico dei gol. Con 78 reti messe a segno finora, l’Inter vanta la prima linea offensiva del campionato, una sorta di tritacarne che ha lasciato sul terreno di gioco un solco incolmabile. Basti pensare che Juve e Como, che pure inseguono in questa speciale classifica, si fermano a 57, distanziate di ventuno lunghezze: un abisso.

La differenza reti, poi, racconta meglio di ogni altra statistica la stagione delle due milanesi e dei partenopei. Mentre l’Inter, nonostante abbia incassato 29 gol, gode di un saldo attivo di +49, Milan e Napoli si ritrovano appaiate a quota 48 reti segnate ciascuna, un dato che da solo spiega il ritardo accumulato. Il paragone è impietoso, ma assolutamente oggettivo: non si tratta di un calo delle inseguitrici, ma di una cavalcata della capolista che ha imposto un ritmo folle, trasformando ogni partita in un potenziale assalto alla porta avversaria.

La beffa della Lazio: un anno dopo, il copione si ribalta

Nel calcio, si sa, la storia ama giocare con i rimandi e le simmetrie. “La Lazio dà, la Lazio toglie”. Questo tormentone, rimbalzato sui social e nei discorsi dei tifosi, trova proprio in questi due campionati la sua perfetta realizzazione scenica. Solo un anno fa, infatti, fu proprio un pareggio dei biancocelesti a San Siro (finì 2-2) a due giornate dal termine a soffiare lo scudetto di mano all’Inter, favorendo di fatto l’allora corsa trionfale del Napoli. L’anno prima, insomma, erano stati gli artefici di una doccia gelata sul finale.

Quest’anno, invece, la musica è cambiata radicalmente, quasi si fosse compiuto un destino a parti inverse. Con la secca affermazione per 2-0 al Diego Armando Maradona, operazione firmata dalle reti di Cancellieri e Basic, i capitolini hanno di fatto estromesso i partenopei – almeno virtualmente – dalla lotta per il primato. Se nella passata stagione la Lazio aveva fatto un favore agli azzurri, questa volta ha consegnato l’intero pacchetto del titolo nelle mani di Chivu, accelerando un processo di laurea che ora sembra solo una formalità burocratica.

Match-point nel weekend: ecco quando può scattare la festa

Non è ancora un vero e proprio match-ball, perché la matematica non dipende esclusivamente dalla volontà dei nerazzurri – o almeno non ancora –, eppure questo fine settimana ha già il sapore del punto di svolta. Complice un calendario frammentato e “spezzatino”, la banda di Chivu dovrà trattenere lo champagne in ghiacciaia fino a tarda sera domenica per avere la certezza assoluta. Le combinazioni favorevoli, in realtà, sono molteplici e rendono probabile l’evento anche in caso di passo falso dei milanesi.

Facendo due calcoli secchi, la situazione è questa: se l’Inter dovesse battere il Torino (e la posta in palio è altissima), allora il titolo arriverebbe immediatamente qualora il Napoli non riuscisse a vincere contro la Cremonese e il Milan non raccogliesse l’intero bottino di sei punti nelle due partite che lo attendono (contro Verona e Juventus). Ma c’è di più: esiste una chance, seppur più remota, che la festa scoppi persino senza la vittoria dei nerazzurri. In caso di pareggio contro i granata, per festeggiare servirebbe una vera e propria débâcle delle inseguitrici, e cioè la sconfitta del Napoli a Cremona e un Milan capace di racimolare non più di tre punti nel doppio impegno. Due strade, entrambe percorribili, che portano alla stessa destinazione: la celebrazione della ventunesima stella.

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