Ibarbo riparte dal Pontedera: "A Cagliari il mio cuore, a Roma non girava"
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Redazione Sport
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Victor Ibarbo aveva un conto aperto con l’Italia. E ha scelto di saldarlo ripartendo da dove tutto era cominciato, o quasi: dalla Toscana, dalla Serie D, dal Pontedera. L’attaccante colombiano classe 1990 è un nuovo giocatore granata, ufficializzato dal club l’11 settembre dopo settimane di allenamenti con il gruppo agli ordini di Peppe Mascara. Per lui un contratto annuale e la voglia di rimettersi in gioco dopo l’ultima esperienza all’Internacional de Palmira, in seconda divisione colombiana.
Un legame mai interrotto con la Sardegna
«Mi è mancato tutto di questo Paese, ero un ragazzino quando ho lasciato la Colombia. La Sardegna mi ha accolto, Cagliari resterà per sempre nel mio cuore». Ibarbo non ha mai nascosto il suo amore per l’isola, dove è esploso tra il 2011 e il 2015 con la maglia rossoblù, collezionando oltre cento presenze in Serie A e guadagnandosi la convocazione ai Mondiali 2014 e alla Coppa America 2015 con la nazionale colombiana.
Un rapporto viscerale, raccontato anche nelle ultime interviste: «Lì ho lasciato il mio cuore, la amo, per me è una seconda casa e a volte mi pento di essere andato via da lì». La sua avventura italiana era iniziata quasi per caso, dopo un rifiuto all’Udinese dettato dalla paura del clima piovoso: «In città non c’era il sole, e a me piace troppo il sole», ha spiegato, prima che il Cagliari si facesse avanti e chiudesse tutto in venti minuti.
La parentesi giallorossa e l’ombra dei videogiochi
Nel 2015 il passaggio alla Roma, voluto fortemente dalla dirigenza giallorossa che puntava su di lui per rinforzare l’attacco. L’esperienza nella Capitale, però, si è rivelata breve e complicata: appena dieci presenze in campionato, zero reti, un solo assist e la sensazione di non essere mai realmente entrato nei meccanismi della squadra. «A Roma non girava benissimo, era cambiata da poco la proprietà, e forse sarebbe stato meglio non andare», ha ammesso lo stesso Ibarbo.
In quei mesi, complice anche una forma fisica mai ottimale, la sua fama presso i tifosi si è legata più al personaggio virtuale dei videogiochi che alle prestazioni sul campo. Un’etichetta che lui stesso ha contribuito a sdrammatizzare: «Sono più famoso per i videogiochi che per il calcio», ha detto sorridendo nel corso dell’intervista alla Gazzetta dello Sport.
Mascara, l’amico ritrovato in panchina
A convincerlo a scegliere Pontedera è stato anche il rapporto con Giuseppe Mascara, oggi allenatore dei granata. I due si sono affrontati da avversari negli anni della Serie A, ma il legame è sempre rimasto solido: «Ci siamo sfidati da avversari negli anni in A, ma siamo sempre stati amici». Mascara, ex attaccante di Catania e Napoli, ha accettato la panchina del Pontedera nell’estate 2026 con l’obiettivo di guidare una rosa giovanissima nel campionato di Serie D.
La presenza di Ibarbo, insieme a quella di altri elementi esperti come il difensore francese Fabien Garcia, risponde alla precisa volontà del direttore sportivo Simone Quintieri di affiancare ai giovani «una persona per reparto» in grado di accelerarne la crescita.
Una sfida ripartita dai dilettanti
Il Pontedera affronta la stagione 2026-27 nel girone D di Serie D dopo la retrocessione dalla Serie C, maturata al termine dell’annata precedente, che ha interrotto un ciclo di quattordici anni tra i professionisti. La società, guidata dalla proprietà brasiliana facente capo al fondo Sportheca, ha impostato un progetto di rifondazione basato su una rosa molto giovane, con diversi giocatori nati tra il 2006 e il 2008 e pochi elementi di esperienza.
L’ingaggio di Ibarbo, per curriculum e carisma, rappresenta un’eccezione in questa linea: un profilo che porta in dote oltre cento presenze in Serie A e quindici con la nazionale colombiana, oltre a una conoscenza diretta del calcio italiano che pochi altri in rosa possono vantare. L’esordio in granata è arrivato sabato 12 settembre allo stadio Mannucci contro la Pro Patria, in una partita terminata con una sconfitta per 3-2.
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