Sharon Stone, il prezzo della sincerità e il coraggio di raccontarsi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un’intervista concessa al «Corriere della Sera», Sharon Stone ripercorre, con una disarmante e rara sincerità, i capitoli più oscuri della sua esistenza, tracciando un filo diretto tra i traumi personali e le battaglie professionali. L’attrice, che oggi ha 67 anni, non cerca il compianto facile né si rifugia in un vittimismo di comodo, ma offre invece un racconto crudo e asciutto di una vita che, al di là del luccichio hollywoodiano, è stata segnata da prove durissime.
Parla della recente scomparsa della madre, Dot, con una onestà che colpisce: «Se ne è andata qualche mese fa, ma ho dovuto prima sbollire le sensazioni furiose con cui reagisco sempre alla morte», confessa, dipingendo il ritratto di un rapporto materno profondamente complicato, definendo l’indole di sua madre come «non certo solare». E proprio da quel rapporto difficile affiorano alcune delle rivelazioni più sconvolgenti, come le parole che sua madre le avrebbe rivolto in punto di morte: «Mi fai venire voglia di suicidarmi».
Il dolore, però, affonda le sue radici in un passato ancora più remoto e oscuro. Sharon Stone rivela, infatti, senza mezzi termini, che suo nonno era un pedofilo, un uomo che aveva abusato di sua madre prima e di lei e di sua sorella poi. «Nonno era un pedofilo, io me la sono cavata con abusi leggeri», dichiara, in un tentativo quasi di normalizzare l’orrore, mostrando quella resilienza che è diventata la sua cifra caratteristica. Una verità tenuta nascosta per decenni, che getta un’ombra lunga sulla sua intera storia familiare.
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