Sciopero a Roma, trasporti paralizzati e traffico in tilt

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 28 ottobre del 1922 le camicie nere marciavano su Roma; centodue anni dopo, esattamente oggi, a procedere a passo meno baldanzoso - ma probabilmente più agitato - sono coloro che si sono trovati a fare i conti con uno sciopero dei trasporti che ha paralizzato la città. La settimana è iniziata nel peggiore dei modi per romani, turisti e pendolari che ogni giorno attraversano la Capitale.

Le metro sono chiuse e i taxi, introvabili, hanno lasciato lunghe file di persone in attesa. Alessio, uno dei tanti cittadini bloccati, racconta di aver aspettato un autobus per più di un’ora, senza successo. "Dovrei andare a lavoro ma penso che oggi non arriverò mai", dice con lo sguardo fisso sul tabellone delle partenze dei bus. La situazione non è migliore per chi ha scelto di spostarsi con la propria auto: da via Giolitti a via Merulana, passando per Lungotevere e via Cassia, gli automobilisti procedono a passo d’uomo.

L'epicentro del caos è a Porta Maggiore, dove confluiscono tutte le auto dirette verso la Tangenziale, San Giovanni, Eur e San Lorenzo. I vigili urbani, impegnati a gestire il traffico, consigliano di evitare la zona. La giornata di ieri, per i romani, è stata solo un preludio dell’8 novembre, quando uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale fermerà bus e metro per 24 ore, senza fasce di garanzia.

Ad organizzare la mobilitazione sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, che hanno indetto lo sciopero per sollecitare il rinnovo del contratto di settore, scaduto da dieci mesi.

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