Gialappashow, parla la Gialappa's band: «Non facciamo imitazioni ma parodie: ditelo a Monica Setta. Se Giorgia Meloni è andata da Fedez potrebbe venire anche da noi»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un ritorno, quello del “GialappaShow”, che ha il sapore di un appuntamento ormai solido nel panorama televisivo italiano, una macchina comica ben oliata che dal 30 marzo (ogni lunedì alle 21.30 su TV8, in simulcast Sky e streaming Now) riparte con la sua nuova edizione forte di un cast allargato e di una consapevolezza di fondo: quella di aver trovato una formula in cui l’irriverenza si sposa con una scrittura meticolosa. Dietro le quinte della presentazione, Giorgio Gherarducci e Marco Santin, le storiche voci della Gialappa’s Band, hanno voluto mettere subito in chiaro un concetto, per loro fondamentale, per evitare equivoci di genere. Non si tratta di semplice imitazione, hanno spiegato, ma di parodia: una sottile linea rossa che li separa da altre forme di intrattenimento e che, scherzano, farebbe bene a tenerlo presente persino Monica Setta, da anni nel mirino – affettuoso – della giullarata televisiva.
La nuova stagione si apre con un parterre di artisti rinnovato nei ruoli ma fedele allo spirito originario. Brenda Lodigiani, che rimane una colonna portante del progetto, non abbandona i suoi cavalli di battaglia – come la trasformista Annalaisa o la pungente Silvia Toffanin, quest’ultima protagonista assoluta delle nuove puntate di “Vererrimo” – ma aggiunge un tassello inedito al suo repertorio: Bereguarda, una cantante dalla personalità naïf, eternamente afflitta da sfortune sentimentali e dallo sguardo perso verso un successo che tarda ad arrivare. Al suo fianco, il cast si arricchisce di volti pronti a dare a nuove caricature: Valentina Barbieri si cimenta con la graffiante Sabrina Ferilli, mentre Giulia Vecchio – confermata anche nei suoi celebri ritratti di Milly Carlucci, Monica Setta ed Elettra Lamborghini – raddoppia la sua presenza trasformandosi in una disinibita Iva Zanicchi, capace di dibattere di tematiche “hard” senza perdersi un colpo, e nella radiofonica Ema Stokholma.
Tra le new entry più attese c’è quella di Edoardo Ferrario nei panni di Aldo Cazzullo, una prova che lo stesso comico teme possa non essere gradita al diretto interessato («Mi dicono che è molto permaloso e la prenderà male», ha ironizzato lui) e Giovanni Vernia che, dopo aver sperimentato con successo la maschera di Achille Lauro, aggiunge al suo arsenale il Jovanotti. Non mancano poi le incursioni nei territori più aspri della cronaca e del gossip: Gigi & Ross tornano con la “Malavisione” e con “Falserrimo”, dove Gigi presta il volto a Roberto Saviano per raccontare favole dal contenuto distorto e soprattutto a Fabrizio Corona, ormai icona pop del programma, mentre Ross si cimenta in un inedito Francesco Gabbani.
A tenere le fila di questa kermesse, il Mago Forest, confermato alla conduzione. Forest, che ha raccontato di aver registrato la prima puntata scherzando sul fatto di non sapere se ci sarà alla seconda «perché si è liberato un posto da ministro», guida uno show che nelle scorse edizioni ha visto alternarsi al suo fianco nomi come Valentino Rossi, Pierfrancesco Favino e Laura Pausini. La lista dei co-conduttori prestigiosi si allunga con l’arrivo di Jovanotti per la prima puntata, segno che la trasmissione, nonostante il tono scanzonato, continua a esercitare un forte richiamo su personaggi di primo piano. Lo stesso spirito che, chissà, potrebbe portare un giorno anche la premier Giorgia Meloni a varcare la soglia dello studio: «Se è andata da Fedez, potrebbe venire anche da noi», hanno scherzato i Gialappi, lasciando intendere che la loro porta, in fondo, è sempre aperta.
Le novità tra satira politica e parodie musicali
Se la satira è il motore del programma, l’attualità ne diventa la benzina. La nuova edizione si arricchisce di rubriche che strizzano l’occhio ai fenomeni del momento e ai tic del piccolo schermo. Ubaldo Pantani, reduce dal successo del suo “Pier Silvio Berlusconi”, debutta con il personaggio di Joe Bastianich in chiave “Foodish”, mentre Valentina Barbieri si cala nei panni di una Giulia De Lellis intenta a produrre improbabili clip di divulgazione scientifica. Sul fronte della serialità fittizia, arrivano nuovi format interni: oltre al cult “Sensualità a Corte” con Marcello Cesena e Simona Garbarino – che nella prima puntata accoglieranno Claudio Santamaria –, debutta “Pechino Express”, una versione distopica del reality dove concorrono coppie improbabili come Matteo Salvini (Alessandro Betti) con il suo portaborse o Roberto Bolle (Gigi) insieme ad Amedeo (Ross).
Non mancano le incursioni nel crimine e nei misteri italiani, trattati con la lente deformante della comicità: Maccio Capatonda fa il suo ritorno con “Storie male”, un podcast crime esilarante incentrato su Sandro Sgruffa, divulgatore di delitti del passato. Alessandro Betti, infine, si conferma presenza fissa non solo come “Amos” il disturbatore, ma anche protagonista del quiz a premi condotto da Forest, dove la sfida è capire se il montepremi verrà effettivamente vinto o meno. Ogni puntata, insomma, si configura come un laboratorio di variegate competenze parodistiche, dove la satira politica si mescola alla presa in giro del costume, il tutto condito dalle musiche del maestro Vittorio Cosma e dalle performance vocali dei Neri per Caso.




