Attacco russo su Odessa, due morti e otto feriti: missile colpisce un condominio. Zelensky: “Produrremo missili Patriot”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo, pesante attacco missilistico russo ha colpito durante la notte la città ucraina di Odessa, nel sud del Paese, seminando morte e distruzione tra la popolazione civile. Il bilancio provvisorio, reso noto dalle autorità locali, parla di almeno due vittime e otto feriti, tra cui due bambini, rimasti coinvolti nell'esplosione che ha danneggiato gravemente un edificio residenziale e diverse strutture nelle vicinanze.

Il vicesindaco Oleksandr Filatov, attraverso il suo canale Telegram, ha fornito i dettagli dell'accaduto, confermando che un missile ha centrato in pieno un condominio, provocando il crollo di una parte della struttura e innescando un'ondata di panico tra i residenti della zona.

Il raid notturno e le conseguenze sulla città

L'attacco, che rientra nella strategia di pressione a lungo raggio delle forze armate russe sulle retrovie ucraine, ha avuto un impatto devastante non solo sull'edificio colpito ma anche sulle infrastrutture civili circostanti. Oltre al condominio, sono stati danneggiati un edificio religioso, una scuola materna e numerosi veicoli in sosta, mentre i soccorritori si sono immediatamente attivati per mettere in sicurezza l'area e prestare assistenza ai feriti.

Filatov ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e ha sottolineato la drammaticità della situazione, ricordando che tra i feriti figurano due minori, un dato che accresce la gravità di un attacco che colpisce duramente la popolazione civile. Le operazioni di salvataggio e di recupero delle macerie sono ancora in corso, mentre gli inquirenti stanno raccogliendo elementi per ricostruire l'esatta dinamica e la tipologia del missile utilizzato, che potrebbe essere un vettore a lungo raggio o un drone esplosivo.

Zelensky e il rilancio dell'industria bellica ucraina

In concomitanza con questi tragici eventi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto un discorso a Kiev in occasione della Giornata della sovranità nazionale, annunciando un significativo passo avanti nelle capacità produttive del Paese. Durante la cerimonia, alla quale ha preso parte anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina si sta avvicinando all'ottenimento della capacità di produrre missili per i sistemi di difesa aerea Patriot.

Il capo di Stato ha spiegato che Kiev potrebbe diventare il terzo Paese al mondo a disporre di un accordo in tal senso e del diritto a tale produzione, un traguardo che rafforzerebbe in modo determinante l'autonomia strategica ucraina nella difesa dello spazio aereo.

L'accordo sulla manutenzione e la produzione dei PAC-3 MSE

Un ulteriore sviluppo in questa direzione è giunto dal summit NATO di Ankara, dove sono stati formalizzati accordi importanti per migliorare la capacità di produrre e manutenere sistemi d'arma chiave, in particolare i missili intercettori PAC-3 MSE per le batterie antimissile Patriot. Questi sistemi rappresentano un elemento cruciale delle capacità difensive non solo per l'Ucraina ma per diversi Paesi dell'Alleanza Atlantica, e l'intesa raggiunta prevede il via libera degli Stati Uniti per la manutenzione di questi equipaggiamenti in Europa e l'avvio della produzione in territorio ucraino.

La notizia, riportata da fonti specializzate, conferma una tendenza già emersa nei mesi scorsi, volta a creare una filiera industriale della difesa più integrata e meno dipendente dalle forniture esterne, specialmente in un momento in cui le scorte di munizioni giocano un ruolo determinante nell'andamento del conflitto.

Le parole dell'ambasciatore ucraino in Italia

Sul tema della difesa comune e della necessità di adattare le strategie alle nuove minacce, si è espresso anche l'ambasciatore dell'Ucraina in Italia, Igor Brusylo. In un'intervista, il diplomatico ha sottolineato l'importanza di avere una protezione efficace contro le minacce aeree, lasciando da parte il riferimento alla Russia per concentrarsi sui cambiamenti epocali che hanno investito i moderni teatri di guerra.

Brusylo ha evidenziato come, se uno Stato qualunque, magari preso di mira da terroristi in possesso di droni come gli Shahed, di produzione russa e dal costo relativamente contenuto di circa 20mila euro, potesse trovarsi a dover fronteggiare un lancio massiccio di cinquecento di questi ordigni in una sola volta, la capacità di risposta e di abbattimento diverrebbe fondamentale.

Le sue parole richiamano l'attenzione sulla necessità che l'Italia e gli altri partner europei collaborino più strettamente con Kiev per sviluppare sistemi di difesa condivisi, capaci di fronteggiare la nuova realtà dei conflitti asimmetrici, dove il rapporto costo-efficacia degli attacchi con droni sta ridefinendo gli equilibri strategici.

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