Revolut consegna dati di 680 clienti a truffatori con una falsa email governativa
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Redazione Economia
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Revolut ha comunicato un incidente di sicurezza che ha portato alla condivisione dei dati personali di 680 clienti con soggetti non autorizzati dopo una richiesta fraudolenta arrivata attraverso un indirizzo email governativo legittimo. La fintech non è stata colpita da un attacco ai propri sistemi informatici: i criminali hanno sfruttato una tecnica di impersonificazione per convincere l’azienda a fornire informazioni riservate.
Una falsa richiesta ufficiale ha aggirato i controlli
L’episodio nasce da una comunicazione che sembrava provenire da un’autorità pubblica. Secondo quanto ricostruito, una terza parte non autorizzata ha utilizzato un dominio email appartenente realmente a un’agenzia governativa per inviare richieste di informazioni sui clienti. La presenza di un mittente istituzionale ha reso la richiesta apparentemente credibile e ha portato alla trasmissione di dati che normalmente vengono protetti dai processi di verifica.
Tra le informazioni condivise figurano dati identificativi, documenti utilizzati per la verifica dell’identità, indirizzi e informazioni finanziarie collegate agli account. In alcuni casi sarebbero stati coinvolti anche dettagli sulle transazioni e sulle attività in criptovalute. Revolut ha spiegato che l’evento riguarda una richiesta esterna fraudolenta e non una compromissione delle infrastrutture interne o dei fondi custoditi dagli utenti.
Il rischio riguarda soprattutto il furto di identità
La vicenda mostra come le campagne criminali basate sull’inganno possano colpire anche organizzazioni finanziarie digitali. In questo caso non sono stati utilizzati strumenti per violare direttamente le protezioni tecnologiche della piattaforma, ma una strategia fondata sulla fiducia verso una comunicazione che appariva autentica. L’obiettivo dei truffatori era ottenere un insieme di informazioni utili per costruire profili personali dettagliati e utilizzabili in successive frodi.
Revolut ha contattato gli utenti coinvolti per informarli dell’accaduto e ha bloccato l’indirizzo utilizzato nella richiesta fraudolenta. La società ha anche segnalato l’incidente alle autorità competenti. L’episodio ha attirato l’attenzione degli organismi di controllo sulla protezione dei dati, con l’autorità britannica Information Commissioner’s Office che ha avviato verifiche sul caso.
Revolut e la crescita della fintech europea
Revolut è una delle principali società finanziarie digitali europee e opera in 30 Paesi con circa 80 milioni di clienti. La piattaforma offre servizi bancari, pagamenti e strumenti legati anche agli asset digitali, un settore che richiede elevati livelli di protezione dei dati personali e finanziari.
L’incidente ha riportato al centro il tema della verifica delle richieste di accesso alle informazioni sensibili, soprattutto quando arrivano da soggetti che sembrano avere un’autorità formale. Revolut ha precisato che i sistemi della società e il denaro degli utenti non risultano compromessi, mentre l’esposizione riguarda le informazioni trasferite durante la procedura ingannevole.
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