La Fiorentina trova l’oro a Verona, ma il CorSport boccia mezza squadra: Kean fantasma, Fagioli solo bello a vedersi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Bentegodi, teatro di una partita che per larghi tratti è parsa più un’assedio che un confronto alla pari, consegna alla Fiorentina tre punti dal peso specifico enorme – quelli che, in una corsa disperata verso la salvezza, valgono talvolta più di un’intera prestazione. È successo tutto nel recupero della seconda frazione, o quasi: Nicolò Fagioli, lo stesso che nel primo tempo aveva fatto tremare la traversa con un destro chirurgico, si è ripresentato all’82’ per firmare lo 0-1 definitivo. Un gol, per l’appunto, che manda in paradiso i viola e condanna i veneti a una domenica di amaro realismo: loro, il Verona, avevano creato molto, pressato alto, imbrigliato gli avversari per lunghi minuti, ma si sono infranti contro un muro chiamato David de Gea. Lo spagnolo, strepitoso in un paio d’interventi (uno nel primo tempo su conclusione ravvicinata, l’altro a cavallo del quarto d’ora della ripresa), ha tenuto in vita una squadra che, senza di lui, avrebbe probabilmente chiuso la pratica già prima dell’intervallo.

Il Corriere dello Sport stronca: Kean non pervenuto, Fabbian inesistente, Harrison fuori causa

La vittoria, insomma, porta la firma del solo risultato, non certo dell’interpretazione. E il Corriere dello Sport, nel consueto bollettino dei voti, non usa mezzi termini. Moise Kean? Definito “non pervenuto”, un fantasma vagante per il rettangolo verde. Cher Ndour, presentato come una controfigura irriconoscibile rispetto a quanto mostrato di recente nell’Under 21, ha deluso. Giovanni Fabbian, schierato da mezzala, è stato liquidato con un secco “è come non averlo”. E poi c’è l’esterno Harrison: “nemmeno una giusta”, scrive il quotidiano, quasi a sottolineare un’involuzione tecnica che rasenta l’assenza. Albert Gudmundsson, spostato da esterno sinistro a trequartista centrale nel corso della partita, ha cambiato posizione ma non sostanza: la buona volontà non è bastata a scalfire una prestazione opaca. Quanto a Fagioli, ecco la stilettata più elegante e feroce: “la sua regìa bella a vedersi e stop”. Un gioco di fino, insomma, senza costrutto, senza quella cattiveria che serve a sporcare le scarpe e a trascinare i compagni. Tra parentesi, e qui sta un’altra grana per la Fiorentina, sia Gudmundsson che Fagioli salteranno per squalifica la partita di lunedì 13 contro la Lazio al Franchi: due assenze pesanti in un momento delicato.

De Gea para tutto, Vanoli si affida a Comuzzo e rinuncia a Dodo, Mandragora e Parisi

Nel secondo tempo, va detto, la musica non è cambiata più di tanto. La Fiorentina non è riuscita a migliorare, ma il Verona – ecco il paradosso – ha perso gradualmente profondità e incisività, eccezion fatta per due cross velenosi di Akpa Akpro e Frese (entrambi attorno al quindicesimo della ripresa) che gli attaccanti di Sammarco hanno lasciato scorrere senza nemmeno sfiorare la deviazione giusta. Dall’altra parte, il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha dovuto fare i conti con le assenze: Dodo, Mandragora e Parisi non erano disponibili. Così, in difesa, ha gettato nella mischia Comuzzo, mentre Harrison agiva da esterno e Fabbian da mezzala. Al centro dell’attacco, dopo qualche tentennamento, ha piazzato proprio Kean, che però si è tradotto nell’ennesimo fantasma. Sammarco, dal canto suo, ha puntato su Belghali e Bernede a centrocampo, con Bowie a guidare l’attacco: una scelta che ha prodotto pressione, occasioni, ma non il gol.

La zona calda della Serie A si infiamma: Fiorentina a +5, Cagliari ko e Lazio fermata dal Parma

L’anticipo del sabato della 31ª giornata di Serie A 2025/26 regala dunque un verdetto parziale ma pesantissimo per la retrocessione. La Fiorentina vola a +5 sulla terzultima, scavalcando addirittura il Cagliari, battuto di misura dal Sassuolo per 2. Proprio i sardi restano pericolanti a quota 30, con soli tre punti di margine sul baratro. Il Sassuolo, invece, si accomoda nella parte sinistra della classifica a 42 punti. E poi c’è il Parma, che nella stessa tornata ha strappato un pareggio prezioso in trasferta contro la Lazio, bloccata sull’1. Una domenica, insomma, che ridisegna le gerarchie del basso: il Verona, invece, vede avvicinarsi l’abisso della Serie B, con la delusione che serpeggia tra i tifosi veneti. Perché dominare e poi perdere su un guizzo di Fagioli – quello sì, bello a vedersi – è il tipo di beffa che pesa doppio.

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