Bettini a Bari: «Accordo deontologico Pd-5s per primarie non divisive»
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Redazione Interno
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Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Partito democratico e direttore editoriale della rinata rivista Rinascita, ha scelto l'Università «Aldo Moro» di Bari per rilanciare la sua proposta di un accordo deontologico tra Pd e Movimento 5 Stelle in vista delle primarie di coalizione. L'incontro, che lo ha visto al fianco del governatore pugliese Antonio Decaro, del capogruppo dem alla Camera Francesco Boccia e dell'ex ministro Enzo Amendola, è stato anche l'occasione per rievocare il ruolo della sinistra delle idee nel dare linfa ai progetti politici progressisti.
Bettini ha spiegato che Rinascita, testata fondata nel 1944 da Palmiro Togliatti, punta oggi a unire politica e cultura, e ha ricordato la missione innovatrice della cosiddetta École barisienne, la corrente di pensiero coagulatasi tra gli anni Sessanta e Settanta attorno a figure come Biagio De Giovanni e Beppe Vacca, quest'ultimo ancora tra i collaboratori della rivista.
Primarie inevitabili, ma con regole condivise
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Bettini non ha nascosto la sua posizione: molte delle preoccupazioni sulle controindicazioni alle primarie sono ragionevoli, e tuttavia, da come si sono messe le cose, salvo sorprese esse si terranno. La proposta del direttore di Rinascita è quella di un accordo «deontologico» che trasformi la consultazione in un momento di partecipazione popolare e democratica, piuttosto che in un duello rusticano tra partiti.
In mancanza di una simile intesa, ha avvertito, alle elezioni politiche la coalizione rischierebbe di perdere pezzi consistenti di elettorato. Il suo auspicio è che le primarie non diventino un fattore di divisione, ma un'occasione per rafforzare il campo progressista attraverso regole condivise e il rispetto del risultato.
Il nodo della leadership e i tempi della consultazione
La questione delle primarie si intreccia con lo stallo sulla leadership nel campo largo. Elly Schlein, segretaria del Pd, ha indicato due strade possibili: la scelta del leader del partito più votato oppure le primarie di popolo, rivendicando in ogni caso la guida per i democratici. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato di aver proposto un nome terzo rispetto ai leader di partito, ma di non aver trovato disponibilità da parte degli alleati a valutare quella strada.
Secondo quanto riferito dall'ANSA, il presidente del Pd Stefano Bonaccini ha chiesto di mettere da parte per ora la parola primarie, concentrandosi sulla scrittura del programma in poche settimane e su un patto di coalizione. La finestra indicata per il voto, tra gennaio e marzo, sarebbe comunque compatibile con le elezioni politiche previste a maggio.
La posta in gioco e il calendario delle scadenze
L'accelerazione sul metodo di selezione della leadership è legata anche al calendario istituzionale. La Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sulla nuova legge elettorale proposta dal governo, e nel centrosinistra c'è chi ritiene che il verdetto arriverà prima delle politiche. L'assemblea del Partito democratico è convocata per il 18 ottobre, un passaggio in cui la segretaria dovrebbe chiarire la linea del partito sulle primarie.
Bettini, dal canto suo, ha indicato tra le personalità in grado di allargare il consenso figure come Silvia Salis, Gaetano Manfredi e lo stesso Decaro, definendo l'intelaiatura degli amministratori locali la carta in più della coalizione contro il centrodestra. Nel frattempo, la rinata Rinascita continua a proporsi come pungolo e riferimento culturale per il campo largo, con l'obiettivo dichiarato di intessere un discorso comune tra forze diverse prima della competizione elettorale.
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