Zelig 30, il gran finale tra quizzoni, sorprese e pezzi da novanta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La lunga festa per i trent'anni del cabaret più celebre d'Italia si è chiusa con una serata che, più delle precedenti, ha saputo mescolare le generazioni di comici, celebrando una storia senza rinunciare al gusto della beffa. Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, alla conduzione, hanno gestito i ritmi serrati di una parata di artisti, molti dei quali hanno scritto pagine indimenticabili del varietà. Il palcoscenico ha visto infatti alternarsi, in un susseguirsi volutamente vertiginoso, volti storici e presenze consolidate, mentre la Paolo Jannacci Band scandiva il tempo con le sigle che hanno fatto da colonna sonora a intere edizioni.
Una galleria di personaggi irripetibili
Tra i momenti più attesi, il ritorno di Antonio Albanese ha riportato in vita quel tipo di comicità sofferta e grottesca che è un unicum nel panorama nazionale, mentre il duo Ale e Franz ha dimostrato come la loro alchimia, fatta di sguardi e tempi perfetti, resti inalterata. Accanto a loro, figure come Gioele Dix e Dario Vergassola hanno portato in scena una comicità colta e narrativa, basata sulla parola e su un'ironia tagliente ma mai volgare. Non sono mancati, e come poteva essere altrimenti, i comici di scuola romagnola, con Paolo Cevoli e Max Pisu a rappresentare una tradizione popolare e sanguigna, che fa del contatto diretto con il pubblico la sua forza primaria.
Le incursioni e il botta e risposta tra i conduttori
La struttura dello show, tuttavia, ha lasciato ampio spazio anche a momenti di improvvisazione e di gioco tra i conduttori e gli ospiti. Uno dei passaggi più riusciti ha visto infatti Gerry Scotti, presentato affettuosamente come una sorta di "zio" di famiglia, coinvolto in un quizzone leggero. L'atmosfera scherzosa è stata interrotta dall'irruzione in studio di un imitatore, che ha tentato di mettere in difficoltà il popolare presentatore mostrando un filmato ritenuto imbarazzante. La replica di Scotti, però, è stata immediata e ha ribaltato la situazione, svelando a sua volta un aneddoto curioso legato a un celebre cane di un altro programma, in un botta e risposta che ha sottolineato la confidenza e la lunga consuetudine tra i personaggi del piccolo schermo.
Il valore di un archivio vivente della risata
Oltre alle singole performance, ciò che la serata finale ha restituito con più evidenza è stata la sensazione di assistere a un archivio vivente della comicità italiana degli ultimi decenni. Vedere accanto, sul medesimo palco, un maestro della pantomima come Cochi Ponzoni e un talento della stand-up comedy come Maurizio Lastrico ha avuto il sapore di una trasmissione del testimone, sebbene senza solennità ma con la leggerezza che il contesto richiedeva. Anche il gesto romantico e plateale di Bisio verso Vanessa Incontrada, seppur rientrando nei canoni dello spettacolo, è apparso come il sigillo di un'amicizia e di una professionalità condivisa, elementi che da sempre costituiscono il vero motore di un programma il cui successo dura, appunto, da trent'anni.




