730 precompilato, la corsa al rimborso in busta paga parte dal 14 maggio
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Redazione Economia
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Con l’apertura ufficiale dei terminali digitali dell’Agenzia delle Entrate, scatta oggi, 14 maggio, la fase più delicata della dichiarazione dei redditi: quella in cui il contribuente, dopo aver avuto due settimane per guardare e riguardare i numeri (il modello era in consultazione dal 30 aprile), deve decidere se alzare la mano e dire “accetto” o mettere mano al codice fiscale altrui. Perché la precompilata, lo sappiamo, non è mai veramente neutrale: si può integrare, si può modificare, si può mandare giù così com’è, ma non si può più ignorare. E chi la ignora, si sa, rischia di perdere il treno del rimborso estivo. Per accedere all’area riservata servono le ormai immancabili chiavi digitali: Spid, Carta d’Identità Elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns).
Le finestre temporali per i conguagli e il calendario dei versamenti di maggio
La scadenza ultima per non incorrere in sanzioni o procedura ordinaria è il 30 settembre. Tuttavia, e qui sta il nodo della questione per chi lavora alle dipendenze o percepisce una pensione, la data di invio è tutto. Chi invia entro il 31 maggio, per dirla con una semplificazione tecnica, vedrà il proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ricevere il prospetto di liquidazione entro il 15 giugno. Solo così, e a patto che non ci siano anomalie clamorose (i famosi controlli automatici che scattano per rimborsi superiori ai 4.000 euro), si può sperare di vedere il conguaglio a credito nello stipendio di luglio. Per i pensionati, invece, la tempistica si allunga di un mese: chi invia entro maggio vedrà il rimborso nel cedolino di agosto. Il 18 maggio, intanto, rappresenta un'altra scadenza, questa volta per chi sostiene l’economia reale: imprese, professionisti e sostituti d’imposta devono fare i conti con il versamento dell’Iva (mensile di aprile, trimestrale per il primo trimestre e terza rata del saldo 2025), i contributi previdenziali e la Tobin Tax. La data originaria, il 16, è stata spostata perché cadeva di sabato.
Numeri da record per la versione “semplificata” del Fisco
L’Agenzia delle Entrate, nel frattempo, ha diffuso i primi dati di accesso relativi a questo avvio di campagna 2026. Dalla data di messa a disposizione della precompilata (quella, per capirci, in sola consultazione del 30 aprile), si sono contati oltre quattro milioni di accessi. Più interessante, però, è la percentuale di chi ha scelto di non impazzire dietro ai codici dei quadri fiscali: il 76,8% degli utenti ha optato per il “730 semplificato”. Una modalità, quest’ultima, che prova a guidare il dichiarante con un’interfaccia più intuitiva laddove, nei fatti, si tratta pur sempre di confermare o ribaltare i conteggi del Fisco. Un dato, questo, in forte crescita rispetto al 60% registrato alla fine della campagna dello scorso anno.
Le tempistiche tecniche per dipendenti e senza sostituto
Il meccanismo del rimborso, va ricordato, non è automatico come un bonifico tra privati. Funziona a “slot”: ci sono cinque finestre temporali. Dopo la prima del 31 maggio, la seconda scade il 20 giugno, poi il 15 luglio, il 31 agosto e infine il 30 settembre. Chi invia a settembre, anche se la dichiarazione è a credito, rischia di vedere i soldi arrivare solo a fine anno o addirittura a gennaio 2027. Per i contribuenti che non hanno un sostituto d’imposta (pensionati che hanno cambiato lavoro e non sono più inquadrati, o precari senza contratto al momento del conguaglio), il Fisco accredita direttamente sul conto corrente, ma il termine ufficiale per l’operazione viene indicativamente fissato entro il 31 dicembre. L’Agenzia, per venire incontro a chi ha poca dimestichezza con la burocrazia digitale, ha attivato un’assistenza telefonica straordinaria: gli operatori risponderanno anche al sabato mattina dal 23 maggio fino al 20 giugno.




