Caos e tensioni all'aeroporto di Caselle, i sindacati puntano il dito contro la gestione
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Redazione Interno
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Una situazione di gravissimo caos operativo, descritta senza mezzi termini come un passo verso il «collasso», è quella che le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo denunciano con forza riguardo allo scalo torinese «Sandro Pertini». I fatti, accaduti nel corso dell'ultimo fine settimana, hanno visto l’infrastruttura aeroportuale trasformarsi, secondo il racconto dei rappresentanti dei lavoratori, in un vero e proprio «terreno di battaglia», dove la rabbia dei viaggiatori si è riversata su un personale già stremato da turni lunghissimi e da un sistema che mostra crepe profonde. L’episodio, che segue di pochi giorni un altro analogo disservizio, ha infatti provocato attese interminabili, voli partiti senza il corrispettivo bagaglio e una paralisi operativa durata molte ore, con i nastri bagagli fermi a singhiozzo e le operazioni di imbarco in tilt.
L’attacco alla società di gestione
Il bersaglio principale dell’atto d’accusa lanciato dai sindacati è la società di gestione dell’aeroporto, Sagat, giudicata totalmente «inadeguata» nell’affrontare i picchi di traffico, specialmente in un periodo – quello invernale – dove le problematiche meteorologiche sono più frequenti e prevedibili. Se ne ricava l’immagine di un’organizzazione impreparata, la cui pianificazione non sarebbe in grado di garantire servizi essenziali, generando non solo disagi ma anche tensioni sociali all’interno dello scalo. Alcuni di essi, costretti a rimanere in servizio fino alle prime luci dell’alba per assistere i passeggeri, si sono trovati a dover gestire reazioni di sconforto e rabbia, finendo per fare le veci di «scudi umani» in assenza di protocolli e supporto adeguati da parte della direzione.
Il parallelismo con lo scalo di Bergamo
Quanto avvenuto a Caselle, del resto, non costituisce un caso isolato nel panorama nazionale, poiché criticità simili hanno interessato, quasi in contemporanea, anche l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio. In quel frangente, un grave guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale di competenza dell’Enav, aggravato dalle condizioni del tempo, ha determinato una paralisi operativa con numerose cancellazioni e dirottamenti di voli. La Fit-Cisl, in particolare, ha chiesto con urgenza un incontro di approfondimento all’ente nazionale per l’assistenza al volo, sottolineando come la fragilità delle infrastrutture si ripercuota direttamente sulla regolarità del trasporto aereo. Di fronte a simili scenari, le associazioni dei consumatori hanno annunciato iniziative legali collettive per ottenere il rimborso dei biglietti ai passeggeri colpiti dai disservizi.
Una crisi sistemica della sicurezza
Oltre ai ritardi e alla confusione, i sindacati pongono l’accento su un aspetto ancor più delicato: la percezione di un deficit di sicurezza. La dichiarata «insicurezza» che regnerebbe nello scalo non è legata soltanto al rischio di possibili incidenti, ma all’intero clima di disorganizzazione che finisce per minare la regolarità e la sorveglianza delle procedure. Quando i flussi di passeggeri non sono controllati, quando i bagagli si disperdono e i piani di contingenza latitano, viene meno quella cornice di ordine che è presupposto imprescindibile per la sicurezza operativa. Il tutto, mentre si registra una costante crescita del traffico passeggeri, la quale richiederebbe investimenti e una governance capace di guardare al futuro, invece di rincorrere le emergenze.
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