Chiesto l'ergastolo per l'ex fidanzato di Scialdone
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Redazione Interno
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Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Roma ha richiesto la condanna all'ergastolo per Costantino Bonaiuti, l'ingegnere sessantunenne accusato dell'omicidio volontario aggravato di Martina Scialdone. La giovane avvocatessa, di soli 34 anni, è stata brutalmente uccisa a colpi di pistola il 13 gennaio 2023, al culmine di un violento litigio avvenuto davanti a un ristorante nella zona dell'Appio Latino, a Roma.
Secondo la ricostruzione dei fatti, la lite tra i due ex fidanzati è esplosa all'esterno del locale, dove Bonaiuti, accecato dalla gelosia, ha estratto una pistola e ha sparato alla sua ex compagna. Nonostante l'intervento del proprietario del ristorante, che ha cercato di calmare gli animi, l'uomo ha risposto in modo aggressivo, intimandogli di non intromettersi. Martina Scialdone, terrorizzata, ha vissuto momenti di puro terrore prima che la sua vita si spegnesse per sempre.
In aula, i pm Barbara Trotta e Daniela Cento hanno sottolineato i motivi futili e abietti che hanno spinto Bonaiuti a compiere l'atroce gesto, evidenziando come l'uomo abbia agito contro una persona con cui aveva avuto una relazione affettiva. La richiesta di condanna all'ergastolo è stata avanzata davanti ai giudici della corte d'assise di Roma, che ora dovranno pronunciarsi sulla sorte dell'imputato.
L'omicidio di Martina Scialdone ha scosso profondamente l'opinione pubblica, suscitando un'ondata di indignazione e dolore. La giovane avvocatessa, ricordata da amici e colleghi per la sua dedizione al lavoro e il suo spirito altruista, è diventata un simbolo della lotta contro la violenza di genere




