Leone XIV ridefinisce i poteri dello Ior nella gestione degli investimenti vaticani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Con un atto formale, un motu proprio intitolato ‘Coniuncta Cura’, il Pontefice Leone XIV ha impresso una svolta significativa nell’assetto finanziario della Santa Sede, rimodulando i compiti dell’Istituto per le Opere di Religione. L’intervento, che si inserisce nel solco del principio di “corresponsabilità nella communio” voluto dal suo predecessore, Francesco, abroga esplicitamente le disposizioni precedenti in materia di gestione patrimoniale. La decisione, maturata dopo aver valutato le raccomandazioni unanimi del Consiglio per l’Economia e aver consultato esperti del settore, segna un cambiamento di rotta nell’amministrazione di quel complesso sistema di enti che compongono la Curia Romana.

Fine del monopolio dello Ior

L’aspetto più rilevante della nuova normativa risiede nella revoca dell’esclusività che lo Ior deteneva nella gestione degli investimenti finanziari. L’Istituto, la cui storia istituzionale, ufficialmente iniziata nel 1942 per volontà di Pio XII, è stata spesso associata dalla cronaca a periodi di forte opacità e scandali, sebbene la sua attività abbia anche sostenuto innumerevoli opere di carità, vede ora il proprio raggio d’azione ridimensionato. Non è più, dunque, l’unico soggetto abilitato a operare in questo delicato settore, venendo meno quella centralità che lo aveva caratterizzato per decenni come l’ente finanziario per antonomasia del Vaticano.

I nuovi poteri dell'Apsa

A beneficiare di questa riforma è l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, l’Apsa, alla quale vengono riconosciute nuove e più ampie prerogative. All’organismo, tradizionalmente deputato alla cura del patrimonio immobiliare e mobiliare, viene ora espressamente concesso di poter ricorrere a intermediari finanziari collocati al di fuori dei confini dello Stato della Città del Vaticano. Questa apertura, che supera i precedenti vincoli, delinea un quadro di competenze più articolato e distribuito, dove i ruoli di ciascuna istituzione appaiono meglio definiti, secondo quanto auspicato dallo stesso Pontefice nel documento.

Verso trasparenza e collaborazione

L’operato di Leone XIV, che con questa sua prima “manovra” finanziaria dimostra una precisa volontà di intervento, punta a consolidare le diverse disposizioni succedutesi nel tempo, cercando di favorire una dinamica di mutua collaborazione tra gli enti. La scelta di condividere le responsabilità, togliendo di fatto un monopolio, rappresenta un tentativo di modernizzare le procedure e di introdurre un sistema di controlli incrociati, all’insegna di una trasparenza che è stata più volte invocata anche dagli osservatori internazionali. Si tratta di un passaggio delicato, che riconfigura gli equilibri di potere all’interno del piccolo stato e che potrebbe avere ripercussioni sulla sua autonomia economica.

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