L'uomo risucchiato dal finestrino del volo Ryanair: "Mi ha salvato la cintura, o forse Dio"
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Redazione Esteri
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Ljubisa Karovic, il passeggero serbo risucchiato dal finestrino del volo Ryanair nei cieli della Grecia, ha rotto il silenzio raccontando i secondi di terrore che hanno sconvolto il suo volo. L'uomo, che si trovava al posto 11F, ha dichiarato al Guardian di essere vivo solo grazie alla cintura di sicurezza, allacciata per pura abitudine. L'esplosione del vetro, avvenuta quando l'aereo aveva già raggiunto una quota di crociera, lo ha svegliato di soprassalto in una scena che ancora oggi, a distanza di giorni, fatica a elaborare.
Il boato e il vuoto
A raccontarlo è lo stesso Karovic, che ha descritto il momento esatto in cui la sua vita è stata sospesa tra il dentro e il fuori del velivolo. "Il rumore che precede il caos, il rumore che è sempre presente quando chiudo gli occhi per dormire", ha confessato al quotidiano britannico, riferendosi al frastuono del finestrino che si frantuma, un suono che lo perseguita e che si ripresenta ogni volta che tenta di abbandonarsi al sonno.
L'imprenditore serbo ha spiegato di essere stato letteralmente trascinato verso l'esterno dalla forza della depressione, e solo il blocco della cintura lo ha trattenuto, impedendo che venisse risucchiato completamente nella stratosfera.
Il racconto al Guardian e le conseguenze fisiche
Nell'intervista rilasciata al Guardian, Ljubisa Karovic ha parlato con lucidità delle lesioni riportate in quegli attimi di pura violenza fisica. L'uomo ha riportato ustioni e contusioni, dovute probabilmente al contatto con i detriti del vetro e alla forza esercitata sul suo corpo mentre veniva risucchiato. Le immagini del velivolo, diffuse dopo l'atterraggio di emergenza, mostrano chiaramente i danni alla struttura del finestrino, un foro che testimonia l'entità della pressione esercitata dall'esterno.
Il serbo ha inoltre rivelato di avere problemi a sentire il rumore di un aereo senza provare un forte stato di agitazione, un trauma che segna l'inizio di un lungo percorso psicologico per superare l'accaduto.
Il destino e la cintura di sicurezza
La narrazione di Karovic si sofferma su un particolare che sembra sfiorare il destino: la salvezza è arrivata da quel gesto meccanico, allacciare le cinture, che spesso viene compiuto in modo distratto. "Sono vivo grazie a quella", ha detto, sottolineando come la cintura, in quel frangente, abbia rappresentato l'unico argine tra la vita e la morte. Nonostante la razionalità del racconto, l'uomo non ha escluso un intervento più alto, lasciando intendere che, forse, oltre alla cintura, ci sia stato qualcos'altro a proteggerlo in quel volo che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
Il volo Ryanair, partito dalla Grecia con destinazione la Germania, è stato costretto a un atterraggio di emergenza immediato, ma per il passeggero serbo il vero atterraggio, quello nella realtà, è ancora in corso mentre cerca di ricucire i frammenti di un'esperienza che lo ha segnato per sempre.




