Decesso del presidente iraniano Ebrahim Raisi in un tragico incidente di elicottero
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Redazione Esteri
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Ebrahim Raisi, il presidente della Repubblica islamica dell'Iran, è morto durante il suo mandato, un evento che si verifica per la seconda volta nella storia del paese dopo la morte di Mohammad Ali Rajaei nel 1981. Raisi viaggiava su un elicottero che è precipitato nella regione montuosa dell'Azerbaijan iraniano, vicino a Songun, al confine con l'Azerbaijan guidato da Ilham Aliyev.
Le circostanze dell'incidente
L'elicottero trasportava Raisi di ritorno dall'inaugurazione di una diga in Azerbaijan. L'agenzia di stato iraniana Irna ha attribuito l'incidente a un guasto tecnico. Tuttavia, ci sono ancora molte domande senza risposta sulla dinamica dell'incidente. Alcune teorie del complotto coinvolgono l'ayatollah Alì Khamenei. Inoltre, ci sono dubbi sulla decisione di far salire Raisi su un Bell 212, descritto come un "elicottero medievale" dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
La scoperta dei resti
I resti dell'elicottero sono stati trovati all'alba, a circa 20 chilometri dal confine tra Azerbaigian e Iran. Le squadre di soccorso hanno trascorso la notte a cercare nella foresta Dizmar. All'interno del relitto c'erano solo corpi carbonizzati. I video mostrano le squadre di soccorso che trasportano le salme sulle barelle.
Le vittime dell'incidente
Oltre a Raisi, sono morti anche il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian, il governatore della provincia dell'Azerbaigian Orientale Malek Rahmati, il leader religioso di Tabriz Mohammad Ali Al Hashem e altre quattro persone. La notizia della morte di Raisi è stata annunciata ufficialmente da Teheran.




