Manuela Arcuri e la verità sulla separazione: “Tradita dalle amiche, loro hanno tentato di sedurre mio marito”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il sorriso, in fondo, è rimasto quello di sempre, ma a incrinarlo, per un lungo periodo, ci ha pensato una delusione cocente, una ferita che non ha nulla a che vedere con i classici copioni delle crisi coniugali. Manuela Arcuri, tornata alla ribalta anche per il suo nuovo film dal Titolo quanto mai emblematico, “Tradita”, ha deciso di fare chiarezza una volta per tutte sulla fine del suo matrimonio con Giovanni Di Gianfrancesco, un’unione durata quasi quindici anni e suggellata da due cerimonie, una a Las Vegas nel 2013 e una in grande stile nel 2022. Lo ha fatto con le pagine del settimanale Oggi e, in precedenza, davanti alle telecamere di Verissimo, scegliendo la via della trasparenza per raccontare ciò che realmente si cela dietro la parola “tradimento”, spesso abusata e fraintesa quando si parla di separazioni.

Il dolore di un’amicizia tradita e la scoperta della solitudine

La rivelazione più amara, quella che l’attrice ha definito una pugnalata alle spalle, non riguarda tanto l’ex coniuge quanto il cerchio di persone che credeva più fidate. “Ci sono delle amiche che, appena hanno saputo delle mie difficoltà con Giovanni, hanno subito tentato di sedurlo”, ha confessato Arcuri, descrivendo un quadro in cui la sua fragilità è diventata terreno di conquista per presunte confidenti. Un’amara scoperta, la sua, che ha visto materializzarsi l’opportunismo di chi, fiutando la crisi, ha cambiato sponda senza alcuno scrupolo. E se da un lato c’è chi ha tentato un approccio con il marito, dall’altro lato l’attrice racconta di amici maschi spariti nel nulla, “spaventati dalla mia sofferenza o disinteressati a un’amicizia senza secondi fini”. Un doppio abbandono che ha reso quei sette mesi, quelli trascorsi dalla decisione di separarsi a oggi, i più bui della sua esistenza, un periodo in cui mascherare il dolore davanti al figlio Mattia, dodici anni, è stata una prova di resistenza quotidiana.

Un matrimonio logorato dal tempo e da un’intesa svanita

Ma se le amiche hanno tradito la sua fiducia, nei confronti di Giovanni Di Gianfrancesco Manuela Arcuri non usa parole di condanna. La fine della loro storia, a sentire le sue parole, non va cercata in un adulterio o in una scenata, ma in qualcosa di più subdolo e forse inevitabile: lo spegnersi della passione. “La passione è sbiadita, il desiderio finito”, ha spiegato, e quell’appagamento che tiene viva una coppia a un certo punto ha cessato di esistere, trasformandoli in “complici, quasi fratelli, tutto fuorché amanti”. Una deriva silenziosa, fatta di distrazione e di attenzioni rivolte esclusivamente al figlio, che li ha portati a darsi per scontati fino a perdere di vista i bisogni dell’altro. La scelta, allora, è stata quella di interrompere il rapporto prima che degenerasse, firmando un accordo di separazione consensuale per evitare aule di tribunale e, soprattutto, per proteggere Mattia da tensioni che l’attrice, figlia a sua volta di genitori separati, conosce fin troppo bene.

Il cinema come specchio e il ritorno alla vita con il film “Tradita”

In questo contesto di rinascita personale, il cinema gioca un ruolo quasi terapeutico. L’uscita di “Tradita”, thriller romantico girato nelle Marche e presentato in questi giorni in anteprima nazionale, porta con sé un titolo che la Arcuri stessa vive sulla propria pelle, seppur in una declinazione diversa da quella raccontata nel film. “Nel cast c’è anche Mattia: è stato bellissimo averlo sul set”, ha raccontato l’attrice, svelando la presenza del figlio in una pellicola che segna il suo ritorno sul grande schermo. Un’opera che le ha permesso di calarsi in una parte complessa, quella di un’avvocatessa madre single alle prese con una potente organizzazione criminale, ma che allo stesso tempo le ha offerto l’occasione per rimettersi in gioco professionalmente. E a proposito di giochi e di fascino, non poteva mancare un riferimento al passato e a Gabriel Garko, che di quella loro breve storia aveva parlato come dell’unica vera relazione con una donna. “L’ho sempre detto, mi prendevate per matta”, ha commentato con ironia, rivendicando il ricordo di un’intensità tale da convincere anche gli “indecisi”, con la speranza, scherzosa ma nemmeno troppo, di non aver perso quel potere di seduzione che, adesso che è single, potrebbe tornarle utile.

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