La distruzione sistematica di Gaza
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Redazione Esteri
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Le forze terrestri israeliane stanno conducendo una demolizione controllata a Gaza, radendo al suolo quartieri interi. Questa operazione sistematica include la distruzione di scuole, moschee e quartieri residenziali. Questa strategia conferma l'obiettivo della guerra: rendere Gaza inabitabile.
La "delocalizzazione" della popolazione palestinese
L'obiettivo finale di queste operazioni sembra essere la "delocalizzazione", o deportazione, della popolazione palestinese. Questo comporterebbe la cancellazione del Territorio palestinese di Gaza e, allo stesso tempo, della Cisgiordania, eliminando definitivamente la possibilità che i Palestinesi abbiano un proprio Stato sovrano, come deciso dalle Nazioni Unite 77 anni fa.
La creazione di una "buffer zone"
Le voci circolavano da settimane e negli ultimi giorni sono diventate ben più di un sospetto. Analisi delle immagini satellitari rivelano che le operazioni di distruzione sistematica delle strutture usate da Hamas nella Striscia di Gaza nascondono un altro obiettivo: ridisegnare i confini, ovviamente restringendoli. Quello che sta prendendo forma sembra essere una "buffer zone", o zona cuscinetto, profonda un chilometro e lunga i 60 km di linea di demarcazione, che potrebbe diventare territorio stabilmente sotto controllo israeliano.
Appello per la pace e il rispetto dei diritti umani
Nel frattempo, suor Nabila Saleh, da Gaza, ha lanciato un appello al mondo: “Vogliamo pace e rispetto dei diritti umani”. Le sue parole risuonano come un grido disperato in un momento in cui le linee telefoniche sono praticamente un miraggio, internet funziona ad intermittenza e l'elettricità torna a farsi viva per poco più di qualche ora al giorno. Il suo appello è un richiamo alla comunità internazionale a non dimenticare la situazione disperata in cui si trova la popolazione di Gaza.




