Bonus benzina da 100 euro, il piano del governo: chi potrà averlo?
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Redazione Economia
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Il governo sta valutando un bonus una tantum da 100 euro per dipendenti e partite Iva, una misura pensata per attutire l'effetto del caro carburanti nel momento in cui lo sconto sulle accise sul diesel, in vigore da mesi, giungerà al termine. L'ultima proroga scadrà giovedì 17 e, salvo sorprese, questa volta non dovrebbe essere rinnovata. Con i prezzi di benzina e diesel sopra i 2 euro al litro, un contributo di questo importo permetterebbe di coprire poco più di un pieno, una cifra che riguarda direttamente anche chi si sposta abitualmente in moto o in scooter per lavoro.
Prezzi alla pompa: i dati aggiornati
Nelle ultime due settimane il pieno di benzina è rincarato di 5 euro. Secondo i dati pubblicati martedì dal Mimit, il prezzo medio del gasolio in autostrada supera i 2,3 euro al litro mentre la benzina ha toccato i 2,120 euro al litro in città e 2,212 euro in autostrada. Il governo è ancora al lavoro su eventuali nuove misure contro il caro-carburanti in vista del Consiglio dei ministri previsto per mercoledì.
La corsa contro il tempo per gli aiuti
La partita è ancora aperta. A tre giorni dalla scadenza del taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio, i tecnici del ministero dell'Economia lavorano per portare giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto con i buoni selettivi contro il caro carburanti. L'obiettivo dell'esecutivo resta quello annunciato: archiviare gli sconti generalizzati alla pompa e sostituirli con aiuti concentrati sulle famiglie e sui lavoratori maggiormente colpiti dai rincari dell'energia.
Il nodo delle coperture e le divisioni nella maggioranza
Restano però da incastrare diversi tasselli. Da marzo scorso ci sono stati sette interventi dell'esecutivo, con sconti e agevolazioni uguali per tutti, dagli effetti ben diversi per chi viaggia in utilitaria e chi con una supersportiva o un Suv. Sulla platea dei beneficiari emergono divisioni nella maggioranza.
La Lega spinge per allargare il perimetro anche alle partite Iva, mentre resta il nodo delle risorse: si valuta l'utilizzo del miliardo ricavato dalla vendita delle riserve di gas nel 2022, mentre il Carroccio insiste su un contributo agli extraprofitti delle società energetiche, ipotesi su cui Forza Italia mantiene per ora una posizione contraria. Se le risorse non dovessero bastare, resta sul tavolo anche l'ipotesi di ricorrere al debito.
Il calendario delle decisioni
Una decisione definitiva dovrebbe maturare nel vertice dei leader della maggioranza atteso giovedì. Solo dopo il confronto politico si capirà se l'esecutivo punterà sullo sconto alla pompa o se accelererà sull'introduzione di sostegni mirati. Per ora l'ipotesi più probabile resta quella già adottata negli ultimi provvedimenti: allungare la durata del taglio delle accise sul gasolio e rimandare le decisioni più complesse. La parola decisiva arriverà anche il 22 settembre, quando l'Istat renderà note le nuove stime sul rapporto deficit/Pil, attualmente al 3,1%.
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