L’Italia perde ma non gli ascolti: oltre 12 milioni per Bosnia–Italia, share da record sui rigori
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notte calcistica che doveva essere quella della riscatto si è trasformata nell’ennesima delusione sportiva, eppure – paradossalmente – proprio nel momento del tonfo più amaro la Nazionale ha regalato alla Rai un dato d’ascolto che appartiene ormai alla leggenda televisiva recente. Ieri sera, martedì 31 marzo 2026, su Rai1 la partita Bosnia–Italia, valida per le qualificazioni ai Mondiali, ha totalizzato 12.162.000 spettatori, con uno share medio del 53,4%. Una cifra che da sola basterebbe a raccontare il fenomeno, ma che diventa ancora più impressionante se scomposta nei vari frangenti della sfida: nel primo tempo gli spettatori erano 11.825.000 (48,5%), nel secondo si sono spinti fino a 12.400.000 (53,8%), per toccare quota 12.217.000 durante i supplementari (58,4%) e schizzare infine a 12.691.000 nella drammatica sequenza dei rigori, momento in cui lo share ha raggiunto il vertice del 66,2%.
Il crollo azzurro e il trionfo silenzioso del telecomando
A nulla è valso, sul piano dell’appeal televisivo, l’esito sportivo disastroso – la terza esclusione consecutiva dai Mondiali per l’Italia, una ferita che nessun dato statistico potrà mai lenire. Il pubblico, evidentemente, non ha voltato lo sguardo nemmeno quando il risultato è diventato avverso; anzi, lo ha fatto proprio nei momenti di maggiore tensione, quasi come se la catastrofe calcistica alimentasse un voyeurismo collettivo difficilmente spiegabile altrimenti. La partita, trasmessa in prima serata, ha letteralmente spazzato via ogni concorrenza, e il dato sui calci di rigore – con due telespettatori su tre davanti alla Rai – rappresenta un picco che persino le finali degli Europei stentano talvolta a raggiungere.
Canale5 si accontenta delle briciole, La7 resiste
Mentre la Nazionale affondava sul campo di Zénica – senza bisogno di ricordare il risultato finale, dato che qui ci concentriamo sugli ascolti – le altre reti hanno dovuto accontentarsi di quanto restava. Canale5 ha proposto la soap opera turca ‘Forbidden Fruit’, seguita da 1.866.000 spettatori con uno share del 10%, un risultato più che dignitoso se si considera la valanga di pubblico calamitata dal calcio, ma comunque lontano anni luce dal podio d’oro. Terzo gradino per La7, che con ‘diMartedì’ – il talk show di attualità – ha ottenuto una media di 1.377.000 spettatori e un 7,3% di share, dimostrando che l’informazione, seppur in una serata dominata dallo sport, riesce ancora a ritagliarsi un suo spazio. Insomma, nessuna sorpresa nella gerarchia: Rai1 ha stravinto, e lo ha fatto con numeri da evento epocale.
Un record fuori stagione, tra delusioni e numeri da capogiro
Quel che colpisce, osservando i dati Auditel del 31 marzo 2026, è la capacità della partita di mantenere così alta l’attenione pur senza il traino di un’estate mondiale o europea. Si tratta, come qualcuno ha osservato, del miglior dato di share per una gara della Nazionale giocata al di fuori dei grandi tornei internazionali. E il paradosso è tutto qui: proprio la partita che sanciva l’ennesima esclusione – la terza consecutiva – ha regalato alla tv pubblica un risultato che molti programmi d’intrattenimento nemmeno sognano. Nel dettaglio, la media complessiva di 12.162.000 spettatori rappresenta un’eccezione nel panorama delle qualificazioni, dove solitamente si viaggia su cifre ragguardevoli ma mai così vicine al monopolio dell’ascolto.
L’analisi dei singoli segmenti, dal fischio d’inizio ai rigori
Se si guarda l’andamento minuto per minuto, emerge un crescendo costante: il primo tempo, pur tenendo 11,8 milioni di persone incollate allo schermo, fatica ancora a superare la soglia psicologica del 50% di share. Poi, nella ripresa, l’affluenza cresce e lo share vola oltre il 53%. Ai supplementari, nonostante l’ora tarda, il pubblico non solo non diminuisce ma si attesta sopra i 12,2 milioni, con un 58,4% che già di per sé sarebbe un risultato eccezionale. È però nella lotteria dei rigori che si consuma il miracolo statistico: 12.691.000 spettatori e un dominio schiacciante del 66,2%, a significare che in quegli istanti due italiani su tre avevano il telecomando puntato su Rai1. Un dato che nessun’altra rete, nemmeno lontanamente, è riuscita a scalfire.




