Trump annuncia il rilascio degli ostaggi a Gaza da lunedì, parte la tregua

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha confermato che il rilascio degli ostaggi a Gaza avrà inizio lunedì, nell'ambito dell'accordo di pace raggiunto, una notizia che giunge dopo settimane di trattative intense. La cerimonia ufficiale per la ratifica dell'intesa, come ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, si terrà al Cairo, dove lui stesso e molti leader da tutto il mondo saranno presenti a sancire un passaggio considerato storico. Trump si è detto fiducioso sulla tenuta del cessate il fuoco, ormai in vigore, e sui piani per la ricostruzione della Striscia, sebbene i bombardamenti israeliani delle ultime ventiquattr'ore, stando a quanto riportato dall'agenzia Wafa, abbiano causato diciannove vittime palestinesi.

Il meccanismo dello scambio e la richiesta di Hamas

Parallelamente all'annuncio, le autorità israeliane hanno già avviato le operazioni di scarcerazione dei detenuti palestinesi, che vengono trasferiti da cinque diverse prigioni, in vista dello scambio. Un processo delicato, sul quale pesa l'insistenza di Hamas per la liberazione di Marwan Barghouti, una figura di spicco, la cui sorte appare centrale nelle dinamiche negoziali. Lo scambio, che procede nonostante le difficoltà, rappresenta il primo, tangibile segnale di un'applicazione concreta degli accordi.

La forza di stabilizzazione e il ruolo americano

A garantire il rispetto della tregua, che il governo israeliano ha ratificato a maggioranza – con l'opposizione di cinque ministri dei partiti di destra –, verrà schierata una task force congiunta. Questa, composta inizialmente da un contingente di duecento soldati americani e da militari di Egitto, Qatar, Turchia e forse Emirati Arabi Uniti, costituisce il nucleo immediato di monitoraggio. Nel giro di sei settimane, come precisato da un alto dirigente della Casa Bianca, è previsto il dispiegamento di una forza di stabilizzazione più Corposa, la cui regia operativa sarà interamente affidata agli Stati Uniti, considerati la garanzia migliore per ottenere da Israele il rispetto degli impegni presi.

Il cessate il fuoco e il permanere delle violenze

Nonostante l'entrata in vigore del cessate il fuoco, sancita dal documento siglato in Egitto, la situazione a Gaza rimane tesa. I continui attacchi aerei israeliani, che hanno causato vittime anche in un'abitazione a sud di Gaza City, mostrano quanto il percorso verso una pace stabile sia ancora irto di ostacoli. Questi episodi, che continuano a mietere vittime, gettano un'ombra sugli sviluppi positivi, pur non intaccando, almeno per il momento, la struttura dell'accordo e le operazioni umanitarie collegate.

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