Maltempo, neve su Alpi e Appennini e allerta arancione in Calabria per il 17 febbraio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quadro meteorologico che caratterizza questa giornata, martedì 17 febbraio, si presenta all’insegna di un dualismo piuttosto marcato tra il Nord e il Sud del Paese, con l’arco alpino e quello appenninico imbiancati e il basso Tirreno ancora alle prese con fenomeni intensi. Dopo le perturbazioni dei giorni scorsi, un timido aumento della pressione sta portando un miglioramento su gran parte delle regioni centro-settentrionali, dove il cielo si mostra irregolarmente nuvoloso o addirittura sereno, ma sono le precipitazioni, seppur in via di esaurimento, a dettare ancora l’agenda della protezione civile e dei sindaci calabresi -4-5. L’attenzione, in questa fase, rimane dunque concentrata prevalentemente sul versante tirrenico meridionale, dove l’allerta arancione, quella di moderata criticità, resta in vigore per l’intera giornata a causa del rischio idrogeologico e idraulico; fiumi e torrenti, i cui bacini sono già saturi per le piogge abbondanti cadute nelle ultime ore e nelle settimane precedenti, vengono costantemente monitorati, con una lente di ingrandimento puntata in particolare sugli affluenti del Crati, nel Cosentino, un’area che ha già visto esondazioni recenti -2-6.

Piogge intense e disagi al Sud, vento forte su tutti i bacini

Se al Nord e gran parte del Centro il sole torna a farsi vedere, intervallato solo da qualche nube sporadica, la situazione nel Meridione racconta una storia differente, fatta di rovesci e temporali che insistono soprattutto sui settori tirrenici della Calabria e della Sicilia, con possibili estensioni anche verso la Puglia -5. I venti di Maestrale, che soffiano con raffiche che localmente possono superare i 90 chilometri orari, contribuiscono a rendere i mari particolarmente agitati: il Tirreno si presenta da molto mosso a grosso, e questo comporta il rischio concreto di mareggiate lungo i litorali esposti, in particolare su Sardegna, Calabria e sulle coste siciliane -1-8. La decisione di molti primi cittadini calabresi, da Cosenza a Lamezia Terme, da Vibo Valentia ai numerosi centri del Cosentino come San Lucido e Verbicaro, di disporre la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, è una misura che testimonia la gravità della situazione e la necessità di prevenire rischi per la popolazione, vista la saturazione del terreno che favorisce smottamenti e frane, rendendo la viabilità secondaria particolarmente insidiosa -2-10.

La tregua in montagna e il quadro termico

Sulle Alpi e sugli Appennini, invece, la perturbazione lascia in dono un manto nevoso che si fa via via più spesso. Le nevicate, previste su gran parte dell’arco alpino, imbiancano i versanti a partire da quote variabili: si scende fino ai 750 metri in alcune vallate del Trentino-Alto Adige, mentre altrove il limite si attesta intorno ai 1000 metri, con locali sconfinamenti verso la Valle d'Aosta -5. Le temperature minime registrate nella notte, con i -2 gradi toccati a Belluno, raccontano di un contesto termico invernale, sebbene durante le ore diurne si assista a un lieve aumento dei valori, specialmente al Centro-Nord, dove si possono raggiungere punte di 15 gradi -9. Il quadro, insomma, è quello di un Paese diviso in due, dove la natura impone i suoi ritmi e dove le autorità locali sono costrette a operare scelte difficili per garantire l’incolumità dei cittadini, mentre la macchina dei soccorsi e della protezione civile è in moto per far fronte ai disagi, con interventi di messa in sicurezza del territorio e di ripristino della viabilità interrotta da frane e smottamenti -2.

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