Alfa Romeo dice addio alla targa decentrata, un pezzo di storia
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Redazione Economia
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Alfa Romeo si piega alle normative europee e abbandona, non senza un velo di rammarico per i puristi, uno dei suoi tratti stilistici più riconoscibili: la targa anteriore decentrata. Questo elemento, che per decenni ha caratterizzato l’estetica frontale delle sue vetture, cederà il passo a un posizionamento centrale, in ossequio a regolamenti sulla sicurezza che, come è noto, non lasciano spazio a interpretazioni o deroghe. La decisione, sebbene dettata da necessità tecniche, segna la fine di un'era e impone una riprogettazione che toccherà l’intera gamma, alterando un equilibrio formale che molti consideravano intoccabile.
Un addio annunciato dalla Junior
Il cambiamento, del resto, non giunge inaspettato. La casa del Biscione aveva già anticipato la nuova direzione con il modello Junior, il quale, fin dal suo esordio, presenta la targa fissata al centro del paraurti. Quel modello, che alcuni hanno visto come una semplice evoluzione, si è rivelato essere in realtà un apripista, il primo segnale di un indirizzo che sarebbe diventato sistemico. È lecito attendersi, pertanto, che le prossime versioni rinnovate di Tonale, Giulia e Stelvio adotteranno la medesima soluzione, uniformandosi a uno standard che ormai appare inevitabile.
Il peso di una tradizione che viene da lontano
La targa laterale, la cui storia affonda le radici addirittura nella Giulietta Spider del 1955, era concepita per preservare l’armonia delle linee e non deturpare la griglia frontale, considerata il volto stesso dell’automobile. Con l’avvento della 156, nel 1997, questa scelta si è consolidata, trasformandosi in un vero e proprio marchio di fabbrica, in un dettaglio che gli alfisti hanno sempre custodito con particolare affetto. Quell’asimmetria, ritenuta da molti un tocco di genialità progettuale, conferiva alle vetture un carattere unico e inconfondibile, che le distingueva nettamente dalla concorrenza.
Il futuro tra regolamenti e identità
L’adeguamento ai dettami comunitari, se da un lato rappresenta una cesura con il passato, non significa però la rinuncia alla ricerca di un’estetica distintiva. Il compito dei designer, ora più che mai, sarà quello di integrare il nuovo obbligo nella filosofia stilistica del brand, cercando soluzioni che, pur nel rispetto della norma, sappiano comunque evocare lo spirito sportivo e raffinato che da sempre connota la produzione di Arese. Si chiude un capitolo significativo, dunque, ma se ne apre un altro che porrà alla casa automobilistica sfide creative del tutto inedite.




