Google Pixel 11, Pixel Watch 5 e il mistero del tracker fitness: tutte le novità dell'ecosistema Made by Google

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   I nuovi Google Pixel 11, presentati ufficialmente nel corso dell'evento Made by Google tenutosi a New York, rappresentano un momento di passaggio significativo nella storia recente degli smartphone: non tanto per i numeri della scheda tecnica, ma per un cambio di paradigma che punta tutto sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nella vita quotidiana.

La gamma, composta da Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e dal pieghevole Pixel 11 Pro Fold, segna una svolta che si nota utilizzando il dispositivo, piuttosto che osservando i tradizionali parametri di potenza, e il merito è in larga parte del nuovo processore che li alimenta. Il cuore pulsante di questa nuova generazione è il chip Google Tensor G6, progettato in collaborazione con i team di Google DeepMind e realizzato da TSMC con il suo processo a 3 nm N3P di ultima generazione.

Una scelta, quella di non passare al 2 nm come si vociferava, dettata da ragioni di resa produttiva e, soprattutto, di costi: un modo per evitare di riversare interamente sui consumatori l'aumento dei prezzi dei componenti.

Il nuovo chip Tensor G6 e l'intelligenza artificiale a bordo

Tensor G6 non è un semplice aggiornamento incrementale: offre un incremento del 25% della velocità di navigazione web e un avvio delle applicazioni più rapido del 15%, ma il vero salto di qualità riguarda l'unità di elaborazione tensoriale (TPU), specializzata nei calcoli di intelligenza artificiale, la cui potenza è aumentata del 50%.

Questo significa che i carichi di lavoro di AI eseguiti localmente sul dispositivo, senza bisogno del cloud, vengono elaborati fino a 3,5 volte più velocemente, con un consumo energetico ridotto nella stessa misura.

Il risultato pratico è che Gemini, l'assistente di Google, diventa uno strumento molto più integrato e proattivo: può osservare il contesto di ciò che appare sullo schermo, adattare le risposte allo stile di scrittura dell'utente per la composizione di messaggi ed email, e persino rimuovere automaticamente intercalari come "ehm" durante la dettatura, trasformando il parlato in testo più chiaro e ordinato.

La fotocamera, poi, si arricchisce di una funzione che traduce la lingua dei segni in testo, rendendo le conversazioni faccia a faccia più accessibili per le persone non udenti o ipoudenti.

Pixel Watch 5 e l'arrivo di Pixel Tag: l'ecosistema si completa

Il nuovo ecosistema Google si arricchisce anche di altri componenti fondamentali per la vita digitale degli utenti, come il Pixel Watch 5 e il tanto atteso localizzatore Pixel Tag, quest'ultimo presentato come concorrente diretto dell'AirTag di Apple e messo in vendita a un prezzo di 34,99€.

Pixel Tag, che era stato avvistato nelle scorse settimane in alcune indiscrezioni, si integra perfettamente con la rete "Trova il mio dispositivo" di Google e promette di localizzare con precisione oggetti di valore come portafogli, chiavi o bagagli. La strategia di Google appare chiara: offrire agli utenti un pacchetto completo e integrato, dove smartphone, smartwatch e accessori dialogano tra loro in modo armonioso sotto il medesimo marchio.

Se da un lato la presentazione di questi prodotti era ampiamente attesa, un altro elemento emerso dalle campagne pubblicitarie ha invece suscitato non poca curiosità e aperto nuovi interrogativi sul futuro della divisione indossabili del colosso di Mountain View.

Un misterioso tracker fitness appare nelle pubblicità

A gettare un'ombra di mistero sul recente evento, infatti, sono state alcune pubblicità dedicate ai nuovi Pixel 11, diffuse su YouTube, in cui compare un dispositivo per il fitness mai visto prima e che non corrisponde a nessuno dei prodotti attualmente in commercio, né al Pixel Watch 5 né al recente Fitbit Air.

Questo piccolo oggetto, dotato di uno schermo di forma allungata che ricorda da vicino l'interfaccia del Pixel Watch, è apparso in almeno due diversi spot pubblicitari, in cui ha sostituito il Fitbit Air, il tracker minimalista senza display lanciato da Google qualche mese fa. La sua forma ricorda quella della linea Fitbit Charge, la storica famiglia di braccialetti fitness con display che non vedeva un nuovo modello dal 2023, alimentando le speculazioni su un possibile e imminente lancio del Fitbit Charge 7.

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che si possa trattare di un errore generato dall'intelligenza artificiale, ma la presenza dell'oggetto in due spot differenti e in modo identico rende questa spiegazione meno probabile. Se si trattasse di un nuovo prodotto, la sua esistenza sarebbe quantomeno curiosa, visto che il Fitbit Air ha riscosso un discreto successo e la tendenza del mercato sembra orientarsi verso dispositivi sempre più minimali e leggeri.

Per il momento, Google non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, lasciando gli appassionati in attesa di un chiarimento che possa svelare la natura di questo enigma tecnologico.

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