Previsioni meteo, crollo termico e ritorno della neve sui monti: il primo maggio a rischio temporali
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Redazione Interno
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Se da un lato l’Italia si appresta a vivere un weekend del 25 aprile caratterizzato da temperature estive e da un sole che farà presto dimenticare gli ultimi acquazzoni persistenti tra Sicilia e Calabria, dall’altro l’orizzonte meteorologico disegna una realtà quasi surreale per la chiusura di aprile. L’aria fredda di origine russa, destinata a lambire le regioni settentrionali, è pronta a ribaltare nuovamente lo scenario, riportandoci indietro di diverse settimane sul piano termico. Stiamo parlando di un calo che potrebbe toccare i dieci gradi in meno rispetto ai valori anomali previsti per questo fine settimana, con la neve che tornerà a imbiancare i rilievi alpini e appenninici a quote decisamente basse per il periodo.
Un weekend di caldo anomalo tra calma apparente e nubi liguri
Prima di addentrarci nella dinamica perturbata che ci attende, va detto che il ponte del 25 aprile garantirà una tregua apprezzabile, seppur breve. L’instabilità che ha interessato profondamente la penisola si congeda con gli ultimi fenomeni residui al Sud, lasciando ampio spazio a un trionfo di caldo decisamente fuori stagione. Gli annuvolamenti, quasi un ricordo per gran parte della giornata, si addenseranno solo nel pomeriggio lungo le Alpi e la dorsale appenninica, regalando qualche isolato piovasco di poco conto. La Liguria, invece, dovrà fare i conti con la cosiddetta “Maccaja”, un fastidioso fenomeno di nubi basse provenienti dal mare che potrebbe invadere la regione – specie nella giornata di domenica – senza però compromettere più di tanto il quadro termico generale.
L’aria fredda dalla Russia e il peggioramento previsto dal 29 aprile
La situazione, proprio mentre ci godremo questo assaggio d’estate, è destinata a cambiare radicalmente molto prima del previsto. I modelli matematici ECMWF e GFS – quelli che solitamente guidano l’analisi dei meteorologi – convergono su una linea piuttosto netta: a partire da martedì 28, e con più decisione da mercoledì 29 aprile, l’atmosfera tornerà a farsi turbolenta. La causa di questo nuovo deterioramento, va detto, non ha nulla di innovativo nello schema meteorologico. Siamo sempre di fronte a un ciclone polare che, trovando il Mediterraneo sprovvisto di una solida barriera anticiclonica, si incunea senza troppa difficoltà sulla nostra penisola portando con sé maltempo, grandine e il ritorno della neve. Uno scenario che, di fatto, ripropone quella dinamica instabile già sperimentata nella settimana appena trascorsa, con il primo maggio che risulta particolarmente a rischio perturbazioni.
Temporali diffusi e neve: lo scenario surreale di fine aprile
Chiudere aprile con i temporali e ritrovarsi all’inizio di maggio con un clima più autunnale che primaverile può sembrare un controsenso, ma è esattamente ciò che i modelli prevedono. Questa massa d’aria fredda, che lambirà le regioni settentrionali abbassando le temperature in modo drastico – si parla di una decina di gradi in meno rispetto ai valori estivi del weekend – produrrà fenomeni violenti. I temporali si abbatteranno su molte aree, soprattutto su quelle del Centro-Nord, mentre la neve farà la sua ricomparsa sui rilievi alpini. È la solita assenza di un anticiclone robusto, quella che permette a queste sferzate polari di raggiungere così agevolmente le nostre latitudini, senza trovare ostacoli in grado di deviarle. Le condizioni verso il primo maggio, in conclusione di questa analisi, appaiono quindi molto compromesse.




