Action non arresta la corsa: in Brianza il secondo store, 211 negozi in Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La campagna d’espansione di Action, il colosso olandese del discount non-food, procede senza soste, puntellando il territorio nazionale di nuovi punti vendita che promettono convenienza su una gamma di prodotti che spazia dagli articoli per la casa al fai da te, passando per il giardinaggio e i giocattoli. Dopo l’inaugurazione milanese di pochi giorni fa, è toccato oggi, sabato 20 dicembre, a sei nuove località tagliare il nastro, in un susseguirsi di aperture che porta a ottanta gli store aperti nel solo 2025. Tra questi, particolarmente attesa è stata quella nel Centro Commerciale Il Globo di Busnago, in Brianza, secondo presidio della catena nella provincia di Monza e della Brianza, un’area dove la domanda di shopping a basso costo sembra trovare sempre nuovi stimoli. L’orario di apertura, le 8:45 di mattina, ha sancito l’inizio dell’attività commerciale in uno spazio di oltre 800 metri quadri, un bacino di circa seimila referenze che include, in questo periodo, anche proposte per i regali natalizi sotto la soglia dei due euro, e che ha creato trentatré nuove opportunità lavorative.
Una strategia di crescita capillare
L’apertura di Busnago, sebbene significativa per il suo impatto sul territorio, è solo un tassello nella più ampia mappa disegnata oggi dalla catena, la quale ha esteso la propria presenza contemporaneamente in regioni disparate, dal Veneto alle Marche, dalla Puglia alla Liguria. L’operazione, che ha visto l’ingresso di Action anche a Jesi, Parabiago, Sacile, Vado Ligure e Foggia, non è altro che l’ultimo atto di una strategia di penetrazione del mercato italiano che, pur richiamando per certi versi il modello dei tradizionali negozi “tutto a un euro”, se ne distanzia per una curata organizzazione logistica e un’offerta estremamente diversificata. Il modello di business, che la stessa azienda definisce “discount no food”, punta a conquistare una fetta di consumatori sempre più attenta al rapporto qualità-prezzo, anche in segmenti di prodotto tradizionalmente meno elastici.
Numeri che raccontano un successo
Con queste sei nuove inaugurazioni, il conteggio totale dei punti vendita attivi in Italia sale a 211, un traguardo che sottolinea la rapidità con cui l’insegna ha costruito la propria rete distributiva nel Paese. La crescita, del resto, appare costante e pianificata, lontana da improvvisazioni, come dimostra l’apertura di Sacile che, nonostante un contesto ancora in divenire per quanto riguarda l’allestimento completo dello store, ha comunque rispettato la tabella di marcia prefissata. È evidente come l’obiettivo sia quello di consolidare la presenza nelle zone già servite, come nel caso del Friuli Occidentale dove quello di Sacile diventa il secondo store dopo quello di Cordenons, e allo stesso tempo di esplorare nuovi bacini d’utenza, portando il proprio marchio in città di diverse dimensioni e con differenti caratteristiche socioeconomiche.
Il fattore lavoro e il contesto locale
Oltre all’offerta commerciale, un aspetto non trascurabile di queste aperture è l’impatto occupazionale, che seppur numericamente contenuto in ogni singolo negozio – come i trentatré posti a Busnago – contribuisce a formare un totale significativo a livello nazionale. L’ingresso di un nuovo attore commerciale in un centro già strutturato come Il Globo di Busnago, per di più, modifica le dinamiche della concorrenza locale, spingendo probabilmente gli altri esercizi a rivedere le proprie strategie di prezzo o di assortimento. La catena, dal canto suo, sembra voler scommettere sulla fedeltà di una clientela che cerca non solo il basso costo, ma anche la sorpresa della scoperta, data dal ricambio frequente delle referenze e dalla presenza di articoli insoliti, il tutto mantenendo un’estetica ordinata e un’organizzazione che mira a facilitare l’esperienza d’acquisto.




