Gp Ungheria, Norris svetta nelle terze libere. Hamilton e Antonelli a due decimi dal britannico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sull'asfalto dell'Hungaroring, che per l'occasione si presenta piuttosto gommoso e con temperature in costante aumento, il venerdì sembrava aver già emesso un verdetto piuttosto chiaro: la Ferrari, con i suoi due piloti, appariva la monoposto da battere, capace di mettere in fila la concorrenza con un ritmo che lasciava presagire un weekend in discesa per il Cavallino.

Ma il sabato mattina, come spesso accade quando le tracce di gomma si accumulano e le condizioni del tracciato evolvono rapidamente, ha riservato un copione del tutto inaspettato: la McLaren di Lando Norris ha risposto colpo su colpo, e nel corso della terza sessione di prove libere il britannico è riuscito a compiere l'impresa che a molti sembrava proibitiva, ovvero scendere sotto il muro dell'1:18. Il crono di 1:17.939, infatti, è al momento il riferimento assoluto per la qualifica, e alle sue spalle si sono attestate due vetture che, per ragioni diverse, stanno vivendo un momento di grande forma: la Mercedes del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, staccato di appena 117 millesimi, e l'altra freccia d'argento guidata dal giovanissimo talento italiano Kimi Antonelli, distante 129 millesimi.

La classifica dei tempi e le gerarchie in pista

Osservando la classifica dei tempi, che dopo queste libere inizia a delineare con maggiore chiarezza i valori in campo, ci si accorge immediatamente di come il gruppo di testa sia racchiuso in un fazzoletto di pochi decimi, un segnale inequivocabile dell'estremo equilibrio che caratterizza questa fase del campionato.

Subito dopo il trio formato da Norris, Hamilton e Antonelli, spicca la presenza di Charles Leclerc: il monegasco, con la sua Ferrari, ha conquistato il quarto tempo, confermando comunque la bontà del pacchetto tecnico messo a disposizione dalla scuderia di Maranello, sebbene la vettura sembri aver patito un lieve calo di rendimento rispetto allo splendido venerdì.

Alle sue spalle, a completare una top six di altissimo livello, troviamo l'altra McLaren di Oscar Piastri, che con il quinto crono dimostra la solidità del progetto anglo-americano, e la Mercedes di George Russell, sesto, che precede di un soffio l'olandese Max Verstappen, apparso in leggera difficoltà e relegato al settimo posto con la sua Red Bull, una posizione che certamente non rispecchia le ambizioni del campione del mondo in carica.

L'analisi del tracciato e il valore delle libere

Il circuito di Mogyoród, che da decenni ospita il Gran Premio d'Ungheria, è un tracciato che i più appassionati conoscono per le sue caratteristiche peculiari: si tratta di un layout tortuoso e sinuoso, spesso paragonato a un kartodromo per la sua natura stop-and-go, dove i sorpassi sono merce rara e la strategia ai box, unita a una perfetta gestione delle gomme, finisce per giocare un ruolo spesso determinante.

L'asfalto, che negli ultimi anni è stato oggetto di importanti interventi di ammodernamento, presenta ora un grip più elevato e una superficie meno abrasiva, e le tribune principali, insieme ai box, sono state oggetto di una significativa opera di ristrutturazione per accogliere al meglio il pubblico e le squadre.

In questo contesto, le terze prove libere assumono un'importanza strategica che va oltre la semplice messa a punto: rappresentano l'ultimo banco di prova, l'ultima occasione per gli ingegneri di affinare gli assetti in configurazione da qualifica e da gara, e i dati raccolti in questi minuti di attività saranno preziosi per decidere come affrontare l'imminente sessione che assegnerà la pole position.

Il quadro del mondiale e le attese per la gara

Con l'undicesimo appuntamento stagionale che si svolge su questa pista ungherese, il mondiale entra nel vivo di una fase cruciale, quella che precede la pausa estiva durante la quale piloti e team avranno modo di rifiatare dopo un inizio di campionato piuttosto intenso. Per Kimi Antonelli, al momento saldamente in testa alla classifica iridata, questa gara rappresenta un'opportunità per consolidare ulteriormente la sua leadership, anche se il margine di errore si riduce progressivamente e l'esito del fine settimana rimane quantomai incerto.

La Ferrari, apparsa fortissima nella giornata di venerdì, dovrà dimostrare di aver ritrovato quella consistenza che nelle ultime uscite è venuta a mancare, mentre la Mercedes, con un passo gara che promette scintille, si candida a recitare un ruolo da protagonista, forte della doppia presenza nelle primissime posizioni.

Non bisogna poi dimenticare la Red Bull, che pur non essendo apparsa in perfetta forma in questa sessione, è pronta a sfruttare ogni minimo errore altrui per piazzare il colpo decisivo, e l'Aston Martin, che in questo weekend ha portato in pista una versione B della sua monoposto, con l'obiettivo di testare soluzioni tecniche innovative che possano rilanciare le sorti di una stagione finora altalenante, in un contesto agonistico dove ogni decimo di secondo può fare la differenza tra la gloria e l'oblio.

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