Israele identifica il Corpo dell'ostaggio italo-americano Itay Chen
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Redazione Esteri
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L'ufficio del primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha dichiarato che il corpo restituito da Hamas attraverso la mediazione della Croce Rossa, e sottoposto a un accurato esame medico-legale, è stato formalmente identificato come quello del soldato italo-americano Itay Chen, il quale, come riportato da Ynet, rappresentava l'ultimo ostaggio deceduto con passaporto statunitense ancora trattenuto nella Striscia di Gaza. Con il suo rimpatrio, un capitolo doloroso si chiude per la sua famiglia, mentre il numero dei corpi dei rapiti che permangono nell'enclave palestinese scende a sette, una cifra che include, tra gli altri, i resti di un militare caduto nel corso del conflitto del 2014.
Un altro ritrovamento annunciato da Hamas
Nel contempo, l'ala armata di Hamas ha diffuso una comunicazione nella quale afferma di aver rinvenuto i resti di un altro ostaggio, un soldato, durante operazioni di scavo nel quartiere di Shejaiya, a Gaza City, un'area che, secondo la loro dichiarazione, si troverebbe "all'interno della Linea Gialla", ovvero in una zona sotto il controllo operativo delle forze di difesa israeliane. Il Times of Israele, che ha riportato la notizia, specifica che l'identità della persona non è stata ancora resa pubblica; nella stessa dichiarazione, si aggiunge che sono in corso delle trattative per il trasferimento della salma, il quale, se tutto procederà come stabilito, dovrebbe avvenire in serata.
La consegna dei resti attraverso i canali umanitari
Le forze di sicurezza israeliane hanno preso in consegna i resti di un ostaggio all'interno della Striscia di Gaza, in una procedura che ha visto ancora una volta il fondamentale intervento del Comitato Internazionale della Croce Rossa. "Israele ha ricevuto, tramite la Croce Rossa, la bara di un ostaggio caduto, consegnata a una forza dell'Idf e dello Shin Bet all'interno della Striscia di Gaza", si legge in una nota ufficiale dell'ufficio del primo ministro, la quale precisa che i resti sono stati immediatamente trasferiti in un istituto di medicina legale, dove sono iniziati i complessi lavori di identificazione necessari per restituire un nome e una storia a quelle spoglie.
La fragile tregua e il bilancio dei rimpatri
L'identificazione di Itay Chen, la cui cittadinanza statunitense ha mantenuto alta l'attenzione internazionale sulla sua sorte, segna un punto significativo nel tortuoso processo di scambio e rimpatrio che procede parallelamente a una tregua che, per sua natura, rimane estremamente precaria. Se ne vanno così, uno dopo l'altro, alcuni dei casi più emblematici, mentre le autorità continuano il loro meticoloso lavoro per ricomporre il quadro completo delle perdite e per assicurare che a ciascuno venga resa una degna sepoltura, un'operazione che coinvolge, sul campo, una pluralità di attori, dai militari agli agenti dei servizi di sicurezza fino agli esperti forensi.




