Prova "eterna" a Beaver Creek, Odermatt il più lesto, Paris 5° tempo
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Redazione Sport
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Più che una sessione di allenamento, quella che ha aperto la tradizionale settimana di Beaver Creek è parsa una lunga e faticosa trattativa con gli elementi. La neve, caduta in modo discontinuo, e un vento capriccioso hanno infatti creato condizioni di visibilità altalenanti, mentre la pista stessa mutava consistenza da un settore all’altro, offrendo un quadro poco affidabile per giudizi tecnici approfonditi. L’episodio più significativo, che ha cristallizzato la natura complicata della giornata, è stata l’interruzione di oltre sessanta minuti tra la discesa di Dominik Paris e quella che avrebbe dovuto essere la successiva, quella di Vincent Kriechmayr: l’atleta austriaco è rimasto in attesa al cancelletto di partenza mentre gli organizzatori valutavano la sicurezza del tracciato, decidendo infine di non concedere ulteriore ritmo a nessuno.
Un allenamento dal valore indicativo limitato
Proprio quella pausa forzata, unita alle avverse condizioni meteorologiche, rende questo primo approccio alla celebre Birds of Prey una semplice formalità, un mero incontro conoscitivo con un tracciato che, peraltro, si è presentato in una versione mutilata. La mancanza di neve a valle ha infatti costretto a un accorciamento del percorso, con l’arrivo posizionato sotto il Golden Eagle, un fattore che di per sé altera la fisionomia tecnica della prova. In un contesto del genere, i tempi registrati assumono un valore relativo, servendo più come verifica di sensazioni che come indicazione certa sulle gerarchie in vista delle gare in programma.
La rimonta dello svizzero e il faro azzurro
Nonostante il quadro generale poco definito, alcuni particolari hanno comunque trovato una loro nitidezza. Marco Odermatt, il leader della Coppa del Mondo, ha dimostrato fin da subito di possedere un feeling particolare con il pendio, gestendo al meglio le sue difficoltà. Partito con un avvio non fulmineo, come evidenziato dai cronometri di settore, lo svizzero ha poi impresso una progressione di ritmo tale da permettergli di distanziare il secondo classificato, il canadese Brodie Seger, di oltre quattro decimi. A completare il podio di questa sessione travagliata si è piazzato il francese Matthieu Bailet, mentre l’austriaco Daniel Hemetsberger ha chiuso al quarto posto.
I riscontri per la squadra italiana
Per la spedizione azzurra, l’attenzione si è naturalmente concentrata su Dominik Paris, il quale ha fornito un riscontro positivo terminando con il quinto tempo assoluto, un piazzamento che assume un peso particolare considerando le circostanze. Il suo passaggio ha preceduto di poco la lunga interruzione, evento che di per sé segmenta l’analisi dei risultati. Altri atleti hanno mostrato lampi di competitività, con qualcuno che è riuscito a inserirsi nella top ten dei tempi, lasciando intravedere margini di crescita in vista delle due discese libere in calendario. La giornata, infine, è stata segnata da una polemica riguardante la temporanea indisponibilità dell’elisoccorso, una questione di sicurezza che ha ulteriormente contribuito a caratterizzare una sessione già di per sé anomala e dilatata nel tempo.




