Australia, morto dopo l’attacco di uno squalo: allarme a Rottnest Island
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Redazione Esteri
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Un uomo è morto dopo essere stato aggredito da uno squalo al largo delle coste dell’Australia Occidentale, in un episodio avvenuto il 16 maggio vicino a Rottnest Island, non lontano da Perth. La vittima è stata identificata come Steven Mattaboni, 38 anni, appassionato di pesca subacquea e molto noto anche sui social per le immagini delle sue battute in mare. L’attacco è avvenuto mentre si trovava in acqua insieme a un amico su una barriera corallina. Secondo quanto riferito dalla polizia dell’Australia Occidentale, l’uomo è stato assalito da uno squalo bianco lungo circa cinque metri e, nonostante i soccorsi, è morto a causa delle ferite riportate.
La tragedia ha provocato forte tensione nella zona di Rottnest Island, dove il livello di allarme è rimasto elevato anche nelle ore successive all’incidente. Le emozioni suscitate dall’attacco sono state amplificate dal fatto che Mattaboni fosse conosciuto per la sua passione per il mare e la pesca. Numerose fotografie pubblicate sui social lo ritraevano infatti durante immersioni e catture in mare aperto. La dinamica dell’aggressione si è consumata davanti ad altre persone presenti nell’area, mentre il trentottenne praticava pesca subacquea lungo la barriera corallina.
Il secondo attacco mortale in Australia dall’inizio dell’anno
Quello registrato al largo dell’Australia Occidentale è il secondo attacco mortale di squalo avvenuto nel Paese dall’inizio dell’anno. Un altro episodio si era verificato nello stato del Queensland, nel nord-est australiano, dove un uomo di 39 anni è morto dopo essere stato attaccato da uno squalo nei pressi del banco di sabbia Kennedy. L’area si trova circa 160 chilometri a sud della città turistica di Cairns, vicino alla Barriera Corallina, una delle zone marine più frequentate del Paese.
Secondo quanto comunicato dalla polizia del Queensland, il 39enne è stato recuperato dall’acqua dopo l’attacco ma è deceduto per le ferite riportate. Anche in quel caso le autorità locali erano intervenute per delimitare l’area e monitorare la presenza di squali nelle acque circostanti. La successione ravvicinata dei due episodi ha riportato l’attenzione sui rischi legati alle attività subacquee e alla pesca in alcune aree costiere australiane, soprattutto nei tratti di mare frequentati da grandi squali bianchi.
Le indagini e le reazioni dopo la tragedia
Le autorità stanno ricostruendo con precisione quanto accaduto durante l’attacco a Steven Mattaboni. Il sergente della polizia dell’Australia Occidentale Michael Wear ha confermato che il trentottenne si trovava in acqua con un amico al momento dell’aggressione. Dopo l’attacco, i soccorritori hanno recuperato l’uomo, ma le lesioni riportate si sono rivelate fatali. L’episodio ha avuto un forte impatto anche per le modalità con cui si è verificato, in una zona frequentata da subacquei e appassionati di pesca.
Nel frattempo, a Rottnest Island resta alta l’attenzione delle autorità locali, che continuano a monitorare la situazione nelle acque attorno all’isola. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle attività marine in Australia, soprattutto nelle aree dove la presenza di squali bianchi è più frequente. Le immagini e i racconti legati a Steven Mattaboni hanno inoltre contribuito a rendere ancora più forte l’eco della tragedia, diffusa rapidamente anche attraverso i social e i media locali.




