La procura rinvia a giudizio Mario Gregoraci, la figlia Elisabetta si dice vittima di falsità

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Rosita Gentile, che si descrive come la “strega” in cerca di visibilità, si trova al centro di un duplice procedimento, quello penale che vede imputato il suo ex compagno e un altro, mediatico, che la vede protagonista suo malgrado. La sua denuncia, che ha portato la Procura di Catanzaro a chiedere il rinvio a giudizio di Mario Gregoraci per i reati di atti persecutori, maltrattamenti e lesioni personali, si scontra infatti con le repliche pubbliche della figlia di lui, la conduttrice Elisabetta Gregoraci, la quale si professa estranea ai fatti ma ugualmente colpita dalle conseguenze.

Le accuse della procura e la reazione di Elisabetta Gregoraci

Second quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, le presunte violenze e molestie attribuite a Mario Gregoraci, padre della showgirl, sarebbero state commesse ai danni di Rosita Gentile, sua ex compagna. La donna, 56 anni, fashion designer di Soverato, ha fornito una propria ricostruzione degli eventi, affermando di aver subito, oltre ai maltrattamenti, anche un progressivo isolamento dalla famiglia del compagno. Una versione dei fatti che Elisabetta Gregoraci ha categoricamente respinto, intervenendo pubblicamente per la prima volta dopo una valanga di insulti ricevuti sui social network, dove ha dichiarato di “vivere nella paura per le minacce social”.

La smentita attraverso gli avvocati

Attraverso il suo legale, Lorenzo Pellegrini, Elisabetta Gregoraci ha fatto pervenire una nota in cui si ribadisce la sua “totale estraneità ai fatti oggetto di denuncia”. L’avvocato ha sottolineato con forza come non corrisponda al vero che “Rosita Gentile sia stata per anni emarginata e osteggiata dalla famiglia Gregoraci”, aggiungendo anzi che “è vero il contrario”. Questa dichiarazione, che capovolge la prospettiva offerta dalla Gentile, getta ulteriore luce sulla complessità della vicenda, dove le posizioni appaiono diametralmente opposte.

Il conflitto delle narrazioni

Mentre la procedura giudiziaria prosegue il suo corso, definendo i contorni penali della vicenda, il confronto tra le parti si sposta anche su un piano narrativo. Da un lato, Rosita Gentile si percepisce come vittima due volte, prima per i presunti maltrattamenti e poi per l’essere stata dipinta pubblicamente in una certa maniera. Dall’altro, Elisabetta Gregoraci si difende da quelle che definisce “falsità”, ritenendo il proprio coinvolgimento nella storia non solo ingiustificato ma anche profondamente doloroso, un tentativo illecito di trascinare il suo nome in una faccenda che la riguarderebbe solo indirettamente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.