Vittorio Sgarbi, la figlia Evelina chiede un amministratore di sostegno: guerra in famiglia
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Redazione Interno
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La richiesta di Evelina Sgarbi, venticinquenne figlia del critico d’arte Vittorio Sgarbi, di nominare un amministratore di sostegno per il padre ha scatenato un aspro conflitto familiare. La stessa famiglia del noto personaggio televisivo è divisa, con le figlie schierate su fronti opposti. L’istanza è stata depositata al tribunale civile di Roma, con un’udienza fissata per il 28 ottobre. Evelina ha motivato la decisione con serie preoccupazioni circa la capacità del padre di badare ai propri interessi.
La reazione di Vittorio Sgarbi e le accuse a Evelina
La mossa di Evelina ha provocato una veemente reazione di Vittorio Sgarbi. Respingendo ogni accusa di incapacità, ha annunciato il proprio matrimonio con Sabrina Colle. Ha inoltre ribattuto affermando di aver sempre sostenuto economicamente la figlia, definendola “esosa” e sostenendo di essere lui, al contrario, a doverla mantenere.
La replica di Evelina e le smentite
A queste dichiarazioni, Evelina ha replicato puntualmente con una nota scritta, smentendo nel dettaglio il padre. Ha negato di aver ricevuto regali costosi, come una borsa Dior, e ha affermato che è Sgarbi a esserle debitore di circa trentatremila euro per alimenti arretrati. “Quante meschinità. Non lo riconosco più”, ha scritto, aggiungendo che le pressioni economiche subite sono una diretta conseguenza del comportamento paterno.
L'intervento di Alba Sgarbi a difesa del padre
La disputa si estende anche al rapporto tra sorelle. Alba Sgarbi, altra figlia del critico, è intervenuta pubblicamente da Tirana in difesa del padre, contestando l’operato della sorellastra. Secondo Alba, Vittorio Sgarbi “sta bene” e la richiesta di Evelina è una palese esagerazione. La sua accusa più netta lascia intendere che la sorella potrebbe agire sotto “forti pressioni esterne”.
Il prossimo passo in tribunale
L’intera vicenda, che unisce questioni personali, familiari e giudiziarie, avrà un suo primo sbocco in tribunale il 28 ottobre. Emerge il quadro di una famiglia lacerata: da un lato, la preoccupazione di una figlia per la tutela del padre; dall’altro, la ferma opposizione di Sgarbi e il sostegno di un’altra figlia.




